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scintille in commissione

Cantiere su Ponte Nuovo tra ritardi, costi e poche certezze: «Ma per l'estate il peggio sarà passato»

di Ilaria Noro
Dalla piena ai nuovi modello di ponteggio fino alla lievitazione dei costi
Ponte Nuovo
Ponte Nuovo
Ponte Nuovo
Ponte Nuovo

La piena dell'Adige di ottobre ha spazzato via parte del ponteggio di Ponte Nuovo. Con esso, se ne sono andati mesi di lavoro e circa 750mila euro: a tanto ammonta l'aumento dei costi dell'opera rispetto al bilancio di inizio lavori. Gran parte della cifra, oltre 500mila euro, dovrebbe arrivare come risarcimento danni visto che la Regione aveva aperto lo stato di calamità naturale. Intanto però sarà necessario mettere mano all'avanzo di Bilancio.

Inoltre, l'incidente ha indotto il Genio Civile a rivedere i modelli di ponteggio permessi. Quello che sarà montato a fine estate, una volta ultimati i lavori a monte del ponte e riaperta una corsia al transito delle auto, sarà parziale e mobile. Vale a dire che non potrà interessare l'intera lunghezza del ponte ma solo porzioni di essa. Inoltre, su ogni campata avrà dei motori in grado di azionarsi in caso di emergenza - vale a dire di piena del fiume - per sollevare le passerelle: un'azione che costerà 25mila euro a ogni alzata.

Il punto è stato fatto oggi, 12 marzo, dall'assessore alle Strade Federico Benini durante la commissione consiliare quarta presieduta dal consigliere Giovanni Pietro Trincanato e richiesta dalla dalla consigliera di Fare Patrizia Bisinella.

«Le richieste del Genio sono complesse e ci pongono davanti oltre a rincari anche tempi ancora non certi sulla lavorazione a valle, che cambierà in funzione delle nuove modalità di lavoro», riporta Benini.

«Ci troviamo con un’opera che ha danneggiato profondamente l’economia e la vivibilità di un’intera zona della città e della quale non possiamo ancora sapere la fine precisa. C’è bisogno di date certe di apertura definitiva di Ponte Nuovo e di supporto economico reale a chi sta subendo un danno costante per la chiusura che si protrae ormai da quasi tre anni», è intervenuta la consigliera.

Ritardi e poche certezze

Per le tempistiche di fine lavori, le variabili sono ancora molte. Il dato certo è che tra giugno e luglio la parte a monte del ponte sarà ultimata: «la strada tornerà carrabile a un senso di marcia, in uscita dalla città antica che è poi il punto dolente dei disagi. Da San Fermo per raggiungere la zona di San Tomaso senza quel tratto di Ponte Nuovo il tragitto è lungo mentre al contrario è sufficiente transitare su Ponte Navi. Dunque dall'estate il grosso dei disagi sarà alle spalle. Ma i lavori proseguiranno all'altro lato del ponte, con un ponteggio parziale che prevede dunque diverse modalità di lavoro. Dare date ora è prematuro, sarà indicativamente comunque non prima del 2025», spiega Benini ripercorrendo il cronoprogramma dei ritardi che hanno contraddistinto il cantiere di Ponte Nuovo, di cui circa 8 mesi accumulati nel primo anno di cantiere, tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022.

Una ricostruzione, poi confermata dai tecnici del Comune, che ha creato qualche attrito in commissione tra l'assessore e il consigliere Federico Sboarina. Sul punto degli eventuali ristori ai commercianti, è al lavoro invece l'assessora ai Tributi Luisa Ceni.

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