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grandi opere

Ponte Nuovo: costi, tempi e disagi. Tutte le domande sul cantiere infinito

Ancora incerta la durata dei lavori Benini: «Rifarlo del tutto? Ci costerebbe il triplo». Disagi per residenti e negozi: c’è l’ipotesi agevolazioni
La nuova impalcatura realizzata accanto al ponte dopo la piena di ottobre e novembre FOTO MARCHIORI
La nuova impalcatura realizzata accanto al ponte dopo la piena di ottobre e novembre FOTO MARCHIORI
La nuova impalcatura realizzata accanto al ponte dopo la piena di ottobre e novembre FOTO MARCHIORI
La nuova impalcatura realizzata accanto al ponte dopo la piena di ottobre e novembre FOTO MARCHIORI

Tempi ancora biblici. E la doccia fredda di un «fine lavori ancora da definire, sicuramente non prima del 2025». Il cantiere infinito di Ponte Nuovo torna al centro delle lamentele dei commercianti e dei residenti della zona, alle prese con una clientela giornaliera di passaggio che manca da oltre due anni, criticità viabilistiche, incertezza deI tempi.

Alcune attività, come ad esempio il bar Dersut o la panetteria, hanno già chiuso. Altri, come la vicina tabaccheria ma non solo, sia da un lato che dall’altro del ponte da via Nizza a San Tomaso, si trovano in forte difficoltà economiche e stanno cercando di resistere in tutti i modi.

C’è chi, come Michele Tommasi, residente del centro, porta ad esempio il cantiere per la ricostruzione del Ponte Morandi a Genova: 12 mesi per un viadotto autostradale che passa sopra non un fiume ma un intero quartiere. In molti sostengono che sarebbe stato meglio rifarlo dal nulla, il Ponte Nuovo.

Alcuni residenti: «Perché non rifarlo dal nulla?»

«Un’opzione che sarebbe costata ben di più, milioni e milioni di euro oltre il budget anche a fronte dei rincari imprevisti che i danni della piena dell’Adige di ottobre hanno imposto», spiega l’assessore a Strade e giardini Federico Benini, riepilogando le numerose avversità che hanno contraddistinto lo sfortunato cantiere di Ponte Nuovo dagli esordi (a fine 2021) fino a oggi, tra le lungaggini iniziali che hanno causato uno stop prolungato, e non prevedibile, nel primo anno di lavori e la piena che ha divelto il ponteggio lo scorso ottobre, causando una serie di revisioni per i nuovi ponteggi. Questo sul fronte tecnico. 

Tecnici e operai al lavoro sul ponte
Tecnici e operai al lavoro sul ponte

Ma è la quotidianità di chi vive e lavora in zona a pesare e molto. «L’intervento andava pianificato con commercianti e residenti: si poteva e si doveva fare di più. Il cantiere ha aperto a ridosso delle festività natalizie del 2021, senza comunicazioni preventive. E da allora è stato un disastro, soprattutto nei mesi in cui la chiusura è stata anche pedonale. Ma ancora le criticità sono molte e a farne le spese sono soprattutto le attività commerciali che vivono di passaggio di clienti. Basti pensare che, riaperto il passaggio pedonale, la gente è fatta confluire a metà lungadige Rubele. Non c’è segnaletica adeguata per i nostri negozi, nessuna navetta, nemmeno il trasporto pubblico», è il lungo sfogo di Rita Cardurani, titolare del negozio Req di via Nizza e portavoce delle attività della zona.

Agevolazioni per i commercianti colpiti: a breve la proposta in Giunta

L’amministrazione comunale sta cercando di trovare la quadra per poter assegnare ai commercianti colpiti agevolazioni sui tributi e dunque su Imu, Tari, Imposta di soggiorno, pubblicità. «A breve porterò una proposta in giunta. Un iter che dovrà essere in caso approvato anche dal Consiglio comunale. Sono cifre che suddivise poi sulla collettività sono più che supportabili ma che vanno in aiuto del singolo», riassume l’assessora ai Tributi Luisa Ceni.

«Un primo passo che chiediamo da tempo e che ci auguriamo possa ora trovare buon esito», commenta Tiziano Meglioranzi della Corporazione esercenti centro storico. «Però ci sarebbe molto altro da valutare nel momento in cui viene aperto un cantiere tanto impattante: perché non si è pensato a un computo ristori, l’uno per cento da destinare alle attività colpite? E sponsorizzazioni sul perimetro del cantiere con i proventi da girare ai commercianti della zona?».

Angolo e incrocio pericoloso

Criticità anche dal fronte dei residenti che lamentano la pericolosità dell’angolo tra il Ponte Nuovo chiuso e via Nizza, spesso imboccata contromano da molti cittadini.

«Serve una segnaletica adeguata all’imbocco di lungadige Rubele per evitare che molti si trovino all’accesso della Ztl senza sapere che fare. E chiediamo la possibilità di svolta a sinistra da Ponte Navi verso Interrato dell’Acqua Morta», conclude Michele Abrescia del comitato VeroCentro.

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Ilaria Noro

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