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tribunale

«Pagaci le cure per il tumore»: anziani truffati dalla badante

La donna ha patteggiato venti mesi: la pena è stata sospesa. Il compagno era già stato condannato a tre anni e tre mesi
Una badante con l’anziana assistita
Una badante con l’anziana assistita
Una badante con l’anziana assistita
Una badante con l’anziana assistita

«Ho quattro tumori alla tiroide e devo farmi operare in Francia, dove hanno tecnologie all’avanguardia che non mi lasceranno cicatrici alla gola». È questa la scusa con cui è stata ingannata un’anziana coppia veronese, che ha finito per sborsare oltre 60mila euro a favore della propria badante e del suo compagno.

Ieri la donna, Petya Angelova Borisova, trentanovenne di origini bulgare, ha patteggiato un anno e 10 mesi di carcere per il reato di truffa, oltre a 900 euro di multa, davanti al giudice per l’udienza preliminare Carola Musio. La pena è stata sospesa.

L’inganno

I fatti sono avvenuti nel 2021. La Barisova lavorava a casa di una coppia di anziani veronesi, lui classe 1933, lei 1935, in qualità di domestica e di badante e trascorreva gran parte della giornata con loro, vivendo nella stessa abitazione.

Il rapporto tra loro era stretto, al punto che la trentanovenne ha presentato alla coppia il proprio compagno: Cosmo Vacca, 52 anni, andava spesso a trovarla e ha così avuto modo di farsi conoscere anche dai due anziani.

Una volta carpita la loro fiducia, è scattato il piano. Il cinquantaduenne, secondo le ricostruzioni della Procura, avrebbe detto ai due vecchietti di avere quattro tumori alla tiroide e di doversi operare in Francia, dove utilizzavano tecnologie fondate sulla chirurgia a laser, che non gli avrebbero lasciato cicatrici alla gola, in modo da non pregiudicare il suo lavoro, non meglio specificato, che richiedeva un’attenta cura dell’estetica.

In seguito, Vacca ha riferito alla coppia che l’operazione non era andata a buon fine e che aveva bisogno di nuove, e altrettanto costose, cure in Italia all’ospedale San Raffaele. Inoltre, avrebbe assicurato alla coppia di aver fatto due testamenti a loro favore, come forma di garanzia per la restituzione del denaro.

Il denaro

Così i due anziani hanno consegnato prima 16.850 euro in contanti alla badante, che li avrebbe riversati sulla propria carta PostePay, caricandone una parte su quella del compagno. Poi avrebbero versato altri 30.710 euro sulla carta Postepay di Vacca e poi ancora gli avrebbero girato 7mila euro mediante vaglia circolare, più altri 11mila euro in contanti.

Vacca è stato condannato a tre anni e tre mesi di carcere e a 1.300 euro di multa, oltre a risarcire l’anziana della somma di 63.570 euro nel novembre del 2022. Ieri è arrivato anche il patteggiamento della Borisova.

Manuela Trevisani

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