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Maxi frode sui carburanti, condannati padre e figlio: «Ben 410 milioni di litri immessi sul mercato evadendo le tasse»

di Paola Bosaro
I titolari della ditta «Energy Group», con sede a Cologna, dovranno scontare ciascuno sette anni e 9 mesi di carcere. Un anno di pena per la moglie e madre
Nel 2020 la Guardia di Finanza smascherò una frode fiscale nel commercio di benzina
Nel 2020 la Guardia di Finanza smascherò una frode fiscale nel commercio di benzina
Nel 2020 la Guardia di Finanza smascherò una frode fiscale nel commercio di benzina
Nel 2020 la Guardia di Finanza smascherò una frode fiscale nel commercio di benzina

Condanna pesante per i titolari della «Energy Group» di via Quari Destra, a Cologna. Gli imprenditori padovani Rino (69 anni) e il figlio Andrea Bellan (42 anni) sono stati condannati, ciascuno, a sette anni e nove mesi di reclusione, per associazione per delinquere e frode fiscale nella commercializzazione di carburante.

La vicenda

Le indagini erano partite ad inizio 2020 quando, in seguito ad alcune segnalazioni, la Guardia di Finanza aveva messo gli occhi sulle presunte attività illecite dell’azienda gestita dalla famiglia Bellan, con sede legale a Monselice (Padova), ma stabilimento produttivo nella zona artigianale di Cologna, in direzione di Pressana.

Le Fiamme Gialle avevano scoperto che, nel deposito di carburante della «Energy Group», il carburante proveniente dalla Slovenia veniva venduto, con numerosi passaggi di fatture false, a centinaia di clienti, depositi commerciali e stazioni di servizio in tutta Italia.

La benzina era ceduta ad un prezzo molto concorrenziale perché non veniva pagata l’Iva, pari al 22 per cento, ma soltanto le accise. I finanzieri avevano accertato che ogni giorno, fin dalle prime luci dell’alba, nelle vie limitrofe di zona Quari e nel piazzale della «Energy Group», si mettevano in fila decine di autocisterne per consegnare benzina e gasolio acquistati nelle raffinerie slovene.

Il pagamento dell’accisa veniva effettuato immediatamente, mentre l’Iva non era saldata. Le cisterne venivano poi vendute ad una società cartiera estera, creata apposta per emettere fatture per operazioni inesistenti. I carburanti venivano poi venduti ai proprietari di pompe di benzina italiani che, nella fattura, vedevano indicata l’Iva.

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L’indagine della Finanza

La frode è andata avanti per un paio di anni e la Guardia di Finanza ha calcolato ben 410 milioni di litri di carburante immesso nel mercato evadendo le tasse, un volume d’affari di 433 milioni di euro, ben 95 milioni di euro di Iva evasa, con più di un centinaio di clienti tra depositi commerciali e distributori di benzina in Veneto, Lazio e Campania.

Grazie all’acquisto del carburante dalla «Energy Group», il risparmio era notevole e i compratori avevano la possibilità di rivendere il prodotto al dettaglio ad un prezzo molto basso.

Perfino la trasmissione «Report» di Rai Tre si era interessata al caso.

Il processo

Oltre ai due Bellan, è stata condannata ad un anno anche la moglie di Rino, e madre di Andrea, Lucia Sgarabottolo (pena sospesa), oltre a Roberto Coppola (55 anni), napoletano, considerato la mente dell’operazione, a cui è stata inflitta una pena di nove anni e 10 mesi, e Antonio Villani (37 anni), che dovrà scontare sei anni.

Due anni e nove mesi, infine, sono stati comminati a Simone Cinelli, amministratore di una società di trasporti.

Tutti gli imputati hanno ricevuto l’interdizione dagli uffici direttivi di società e non potranno contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo pari alla durata della pena.

Infine, la stessa società «Energy Group» è stata ritenuta responsabile civile e condannata al pagamento di sanzioni pari al valore di 300 quote. I beni sequestrati durante l’indagine sono stati confiscati.

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