Zalando, è scontro sulle selezioni

Il centro logistico di Zalando nell’area industriale di Nogarole Rocca
Il centro logistico di Zalando nell’area industriale di Nogarole Rocca

Lasciati a casa «senza apparente motivo», dicono, dopo un contratto di tre, per alcuni sei mesi. Sarebbero oltre 550 le persone che hanno sperato in un posto stabile nel centro logistico che Zalando, leader mondiale nella commercializzazione digitale di prodotti fashion, ha aperto nei mesi scorsi a Nogarole Rocca su un’area di 130mila metri quadrati, con un investimento di 200 milioni di euro. Si sono candidate, hanno affrontato i colloqui e hanno firmato un primo contratto con una delle agenzie interinali alle quali si è appoggiata Fiege Logistics, il gestore designato per il centro di distribuzione, che si occupa anche della selezione del personale. E poi, dopo una manciata di mesi, sono rimaste a casa: il loro contratto non è stato rinnovato. «FAMIGLIE SENZA LAVORO». «Sono padri e madri, giovani che speravano in un impiego, mogli e mariti che lavoravano insieme e ora non hanno più alcun reddito, famiglie che abitavano lontane 700 chilometri e che si sono trasferite con la promessa di un lavoro», elenca Vanna Bogoni, portavoce del gruppo formato da alcune decine di questi disoccupati che hanno deciso di non rassegnarsi. Di alzare la voce. E di avviare un’azione legale. Ieri Bogoni e una rappresentanza di questi ex dipendenti dello stabilimento di Zalando erano seduti al tavolo della sala Blu di Palazzo Barbieri, a Verona, per raccontare la loro esperienza, le illusioni e la situazione nella quale si trovano ora, in disoccupazione, tecnicamente Naspi. Hanno spiegato quanto è loro successo perché, sostengono, «ci sono molti aspetti non chiari in quello che Fiege sta facendo nel centro logistico di Nogarole Rocca. I lavoratori lasciati a casa venivano informati della mancata proroga l’ultimo giorno. Ad alcuni è stato detto che alla base della decisione c’è la carenza di lavoro: eppure le assunzioni stanno continuando in modo ininterrotto. Avevano promesso di portare occupazione, stanno creando solo disoccupazione». La questione era stata sollevata anche a inizio settembre dalla Cgil, in particolare da due sigle, la Filt che tutela i lavoratori della logistica e la Nidil, che rappresenta gli atipici. OBIETTIVO REGIONE. Una situazione che ha spinto anche la politica locale a muoversi, e in particolare il consigliere comunale di Verona Flavio Tosi, che ha deciso di fare da cassa di risonanza al malessere di questi ex dipendenti, portandoli appunto a Palazzo Barbieri, offrendo loro la possibilità di comunicare alla provincia la loro situazione attraverso una conferenza stampa. «Il centro logistico di Zalando, gestito da Fiege, conta un numero esorbitante di contratti precari», ha spiegato Tosi, «a questo si aggiunge il disagio di queste persone, ora senza lavoro, che non hanno nessuno che le supporti. Non possiamo stare zitti: porteremo la questione in Regione, attraverso il nostro consigliere neoeletto Alberto Bozza. Questo deve diventare un tema di interesse regionale». LA REPLICA. «Fiege Ecommerce Logistics prende in seria considerazione le contestazioni ricevute in merito alla gestione operativa del polo logistico di Nogarole Rocca», replica l’azienda con una nota. «Fiege», aggiunge poi, «condanna ogni tipo di discriminazione e sottolinea che processi di selezione equi ed elevate condizioni lavorative sono una priorità per l’azienda e per i suoi partner. Abbiamo già avviato, anche con i nostri partner esterni, una approfondita verifica sulle contestazioni ricevute». Perché il nodo della questione potrebbero essere proprio questi partner, le agenzie alle quali Fiege si affida per la selezione del personale. Nelle scorse settimane, rispondendo alle critiche sollevate dalla Cgil, Fiege aveva infatti spiegato che «riguardo alle soglie quantitative sui contratti atipici (l’azienda) sta rispettando la normativa vigente». Ma sottolineava poi, «riguardo al diritto di precedenza dei lavoratori con contratto scaduto», che questo diritto «può essere fatto valere verso il datore di lavoro che, nel caso dello stabilimento di Nogarole Rocca, attualmente ricade sulle agenzie interinali, titolari del rapporto di lavoro». Nell’occasione aveva anche ricordato l’assunzione a tempo indeterminato di decine di lavoratori che a gennaio avevano iniziato come interinali e sono stati poi assunti. •

Francesca Lorandi