La polemica alla vigilia elettorale

Sona boccia il volantino sul voto di don Zampini: «Un fatto grave»

In paese molti disapprovano l’opuscolo con l’invito a stare alla larga dai partiti che sostengono il Ddl Zan
Tra i residenti di Sona c'è perplessità sul volantino diffuso dal parroco
Tra i residenti di Sona c'è perplessità sul volantino diffuso dal parroco
Tra i residenti di Sona c'è perplessità sul volantino diffuso dal parroco
Tra i residenti di Sona c'è perplessità sul volantino diffuso dal parroco

Indicazioni di voto? No, grazie. Passi per la libertà di espressione e per i consigli alla vigilia delle elezioni, che non si negano a nessuno. Ma da lì a dar retta a qualcuno che entra a gamba tesa nelle scelte politiche di ciascuno ce ne passa. Anche, o soprattutto, se questo qualcuno è il parroco, la guida della comunità cattolica dei fedeli, o persona a lui vicina che parla in nome di valori cristiani dicendosi ispirato dal Vangelo.

 

I pensieri della piazza

«Pensieri e pensierini in vista delle elezioni politiche del 25 settembre», ossia l'opuscolo di otto pagine distribuito fuori dalla chiesa di Sona con il benestare del parroco don Giorgio Zampini, pare non aver fatto breccia nei sonesi che frequentano bar e negozi in centro paese tra l'ora dell'aperitivo e quella del pranzo. Piazza Roma e piazza Vittoria sono due in una. Vi si affacciano a pochi metri di distanza, guarda caso, municipio e chiesa. E poi ancora, tutt'intorno, attività commerciali, ufficio postale, comando di polizia locale, scuola primaria e teatro parrocchiale. Manca solo la banca, che una volta c'era.

La chiesa è sbarrata, in canonica non apre né risponde nessuno. A mezzogiorno in punto, però, le campane suonano a distesa. Tra uno spritz al volo, due chiacchiere tra amiche o un pasto veloce, l'opuscolo non è sulla bocca di tutti. Anzi. Molti non ne sanno nulla e rimangono di stucco quando gliene parli. E in effetti non ce n'è traccia, nel frequentato locale "El bareto" e nemmeno in altre parti del paese. Eppure esiste, è stato stampato e distribuito in copia cartacea, anonimo, nelle mani di alcuni fedeli. Inoltre, sta circolando di cellulare in cellulare un documento digitale con lo stesso testo e, stavolta, tanto d'intestazione e stemma di don Zampini.

 

Nella piazza i pareri sono contrari

Parole e pensieri sono netti: stare alla larga dai partiti che sostengono il Ddl Zan, l'utero in affitto o la legalizzazione delle droghe leggere, appoggiare invece quelli che sono per la famiglia tradizionale basata sul matrimonio e si battono contro l'immigrazione di massa. Alla fine una preghiera e l'amen di rito. «Non ne sapevo nulla», commenta Simone Giacomelli, sorpreso. Con la parrocchia ha collaborato di recente, a inizio mese, nell'organizzazione della sagra di San Luigi. «È stato un bel momento di aggregazione e non ho sentito ci fosse un'iniziativa simile in cantiere».

Tra la gente di passaggio al "Bareto" nessuno si sbilancia entrando nel merito delle idee contenute nel mini-pamphlet. «Ognuno può avere le sue ed esporle, per carità», afferma un signore seduto ai tavolini esterni. Per lui, e parecchi altri, è una questione di principio. «Lo considero un fatto gravissimo, un'ingerenza bella e buona», continua Claudio. «Ognuno dovrebbe badare al proprio ambito, e non è la politica che compete a un prete. In ogni caso, questo opuscolo non merita tanta eco considerando da quale pulpito arriva. Ormai sono pochissime le persone che frequentano la parrocchia e sono sicuro che, se la notizia non fosse uscita sul giornale, in paese la maggior parte delle persone non avrebbe saputo nulla».

 

«Non ho mai ascoltato neppure mio marito, vuole che mi metta ad ascoltare il prete?»

Sedute una dirimpetto all'altra, Elena e Patrizia sono qui per un caffè ma si ritrovano nel bel mezzo di un'intervista. La prima è Catalano, assessore del Comune di Sona: «Non me la sento di giudicare», afferma, «direi che ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni così come di operare le scelte di voto in piena libertà e coscienza». Invoca il buon senso, così come dal bancone del bar fa Giuseppe Crea, esercente e consigliere comunale: «Personalmente non ho né visto né letto questo opuscolo, così come tanti altri di Sona», afferma. «Di certo rispecchia l'opinione di una persona, che sia don Giorgio o un altro l'autore non importa, e non il pensiero di una comunità».

È giusto che un esponente della Chiesa parli di politica? «Sono per la libera espressione», risponde Patrizia, «ma credo che un parroco, figura non da poco in un paese, dovrebbe anzitutto partire dal rispetto verso le idee di tutti. Anche quando sono contrarie alle sue». Due amiche di 84 anni, più vispe che mai, sono cittadine e parrocchiane di Sona. «Voto da 60 anni e non ho mai ascoltato neppure mio marito, vuole che ora mi metta ad ascoltare il prete?», commenta una di loro. «Non posso dire nulla di male di don Giorgio, aiuta i poveri e fa opere buone, ma per il voto decido io».

Camilla Madinelli