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12.06.2019

Rischi per il ponte, imposto il divieto ai tir

Il cavalcavia dell’Alpo a cui è stato imposto il divieto di transito per i tir oltre le 18 tonnellate
Il cavalcavia dell’Alpo a cui è stato imposto il divieto di transito per i tir oltre le 18 tonnellate

I nodi sono venuti al pettine sul cavalcavia di Dosdegà, ad Alpo. I dubbi dei residenti sulla portata statica del sovrappasso alla A22 sono diventati quelli del Comune di Villafranca che ha deciso di disporre il divieto di transito ai mezzi pesanti. I camion, con massa superiore a 18 tonnellate, dovranno deviare utilizzando o la Grezzanella o la tangenziale Sud. Il provvedimento sarà in vigore finché la società dell’autostrada del Brennero non fornirà al municipio i dati tecnici che attestino la tenuta statica della struttura in condizioni di sovraccarico di traffico pesante. La questione del passaggio dei camion sul ponte è stata sollevata già l’anno scorso dai residenti. Lamentando della mole di camion che ogni giorno attraversa il ponte e l’incrocio di via Dosdegà e via Carlo Alberto, segnalavano anche l’incongruenza della nuova segnaletica stradale: i cartelli all’imbocco del sovrappasso obbligano i camionisti a mantenere 70 metri di distanza l’uno dall’altro sul ponte. Viene, inoltre, fatto loro divieto di incrociarsi al colmo del ponte con l’obbligo quindi di procedere dandosi la precedenza. I cittadini, in un articolo dell’Arena della scorsa estate, avevano sottolineato l’impossibilità per i camionisti di vedere se qualche collega proviene dalla parte opposta del ponte. «Chi controlla poi se gli obblighi vengono rispettati», chiedevano. Tra l’altro, il semaforo di via Dosdegà spesso crea delle colonne che arrivano sul cavalcavia che si trova quindi a portare anche più mezzi a pieno carico e con gli altri che provengono dalla parte opposta. Tutte queste osservazioni sono state recepite anche dal documento che l’altro ieri ha disposto il divieto di transito dei camion, firmato dal comandante dei vigili Angelo Competiello. Nell’ordinanza si parte proprio dal notevole numero di mezzi che transitano sul cavalcavia, passando poi per le indicazioni della società autostradale che riporta nella segnaletica che il ponte ha una portata strutturale che vieta il transito ai veicoli di massa da 18 a 44 tonnellate se non a senso unico alternato e tenendo la distanza obbligatoria di 70 metri. Ma queste prescrizioni, secondo la polizia municipale, non sono di facile applicazione, visti anche i volumi di traffico e le dimensioni della strada, ed è impossibile il controllo permanente dei vigili sul posto. Altrettanto «impossibile», spiega l’ordinanza, è il rispetto della regola da parte dei camionisti perché sia l’arresto della marcia, per transitare a senso unico alternato sul cavalcavia, sia il tenere una distanza di 70 metri dal veicolo precedente provocano intralcio e un blocco della viabilità negli incroci a valle e a monte del ponte già oberati di traffico. Senza contare che i camionisti dovrebbero conoscere anticipatamente la massa del veicolo proveniente dal senso opposto, ma l’avvistamento dei mezzi è difficile trattandosi di un ponte. A questo si aggiunge, continua l’ordinanza, il fatto che negli orari di punta si creano colonne verso via Dosdegà sul cavalcavia quando il semaforo dell’incrocio è rosso, vanificando l’obbligo di transito a senso unico alternato. La situazione secondo il Comune può compromettere la staticità del cavalcavia e così l’ente ha chiesto alla società autostradale i dati tecnici sulla portata statica della struttura messi in correlazione con la situazione in cui è calata l’opera. Finché non arriverà la documentazione, i camion lì non circoleranno più. E forse avranno un po’ di tregua anche i residenti costretti a vivere con le finestre chiuse per non respirare smog e con i vetri e le case che vibrano a ogni passaggio di autoarticolati. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maria Vittoria Adami
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