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30.11.2019 Tags: Villafranca di Verona

Porta caduta su un bambino La Procura chiude l’inchiesta

L’area verde dietro all’hotel Antares dove il 21 aprile si è verificato l’incidente
L’area verde dietro all’hotel Antares dove il 21 aprile si è verificato l’incidente

Sono stati necessari settanta giorni per la guarigione del bambino di cinque anni, colpito dalla traversa di una porta di calcio non fissata al suolo. L’incidente si verificò nel giorno di Pasqua dello scorso anno, il 21 aprile, nei campi sportivi di proprietà dell’hotel Antares di Villafranca. Ora il bimbo sta bene, non ha avuto complicazioni di sorta e la cartella sanitaria è stata chiusa. Così come per l’aspetto sanitario di questa vicenda, si è chiusa anche l’inchiesta con l’avviso di fine indagine, inviata dagli uffici della procura di Verona al gestore della struttura alle porte di Villafranca. Il fascicolo era stato aperto nell’aprile scorso a poche ore dall’incidente capitata su uno dei campi di calcio in erba al piccolo, residente con la famiglia nel Torinese e in vacanza a Villafranca. Il pm Maria Diletta Schiaffino ha iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di lesioni colpose il dirigente dell’hotel, incaricato della gestione della struttura. All’epoca, il pm Schiaffino aveva anche disposto il sequestro dell’area per far sì che i carabinieri di Villafranca portassero a termine tutti gli accertamenti necessari per far piena luce sul caso. Ora il legale del gestore dell’hotel ha tempo una ventina di giorni per depositare una memoria difensiva o per chiedere al pubblico ministero di sentire il suo assistito. Dopodichè la procura potrà proseguire la sua azione, chiedendo il processo o l’archiviazione. L’incidente si verificò poco dopo il pranzo di Pasqua quando il bimbo si recò sui campi di calcio dietro all’hotel e si mise a giocare a calcetto con i suoi amici. Durante una fase di gioco, però, la porta è caduta, colpendo alla nuca il piccolo che riportò un trauma cranico. Fu subito ricoverato all’ospedale di borgo Trento dove rimase alcuni giorni prima di poter far ritorno nel Torinese dove sono proseguite le cure fino ad arrivare a settanta giorni di terapie prima di guarire completamente. È prevedibile che il tema del contendere riguarderà soprattutto la gestione delle porte di calcio. In realtà, fanno sapere gli investigatori, non ci sono obblighi imposti dalla legge da parte del gestore di queste strutture di fissare le porte al fondo onde evitare, appunto, infortuni come quelli accaduti poco più di sette mesi fa. A subentrare, però, dicono sempre gli investigatori, c’è sempre la «norma» del buon senso che dovrebbe indurre chiunque ha la responsabilità di gestire i campi di calcio a prevenire incidenti come quelli capitati al bimbo piemontese, fissando le porte al campo. Altro tema discusso tra accusa e difesa riguarderà anche l’accessibilità al campo dove è avvenuto l’incidente. A parere della difesa, infatti, quello spazio era inaccessibile ai bimbi. Si tratta di argomenti che saranno sviscerati nell’eventuale processo a carico del gestore degli impianti. E solo allora si potranno definire le responsabilità della persona, finita nel registro degli indagati a poche ore dall’incidente. •

G.CH.
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