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02.10.2019

Patron in carcere, la squadra verso il buio

Mirko Cordioli, presidente della società di calcioLa squadra del Villafranca in campo nella partita di Coppa la scorsa estate
Mirko Cordioli, presidente della società di calcioLa squadra del Villafranca in campo nella partita di Coppa la scorsa estate

Il terremoto provocato dall’arresto dell’imprenditore villafranchese Mirko Cordioli scuote, e non poco, anche l’ambiente sportivo della città. Il Villafranca calcio, va detto, non è coinvolto nell’indagine condotta dalla guardia di finanza di Brescia che ha portato alle manette il titolare della ditta Frassine. Ma lo stesso Cordioli, e da qui nasce il collegamento con il pallone, è però anche il presidente della società di calcio che in questi giorni sta vivendo momenti bui. Gli scenari per i prossimi mesi sono dei peggiori. Dalla dirigenza poco trapela. Se non il passo indietro che a breve potrebbe fare proprio il patron Cordioli rassegnando le sue dimissioni. Il nodo principale, dal punto di vista sportivo e non giudiziario, gira intorno ai mancati introiti nelle casse della società. Fino a qualche giorno fa, questi, erano infatti garantiti proprio dal presidente Cordioli, attualmente trattenuto al carcere di Montorio. I rubinetti chiusi in direzione della società richiamano ora un ridimensionamento strutturale forzato da qui alla fine della stagione sportiva. Stagione per altro appena iniziata e che vede i blaugrana al terzultimo posto. Il Villafranca, che aveva ottenuto sul campo la promozione in serie D solo pochi mesi fa, dovrà ora gestire una situazione molto deficitaria. Si dovrà fare i conti con quella parola, ridimensionamento, che sarà il mantra da qui alla prossima estate. Oltre alla gestione del settore giovanile la ricaduta più fragorosa riguarderà la prima squadra. Qui ballano soldi non solo per gli stipendi mensili, ma pure per le tante spese che ruotano attorno a una squadra di serie D. Basti pensare, ad esempio, agli affitti per i calciatori prelevati da fuori città e che a Villafranca abitano durante l’arco di tutto il campionato. Ora, nel caso in cui non fosse più possibile sostenere tutti questi costi, l’opzione più probabile è che qualche giocatore venga «sacrificato». Di conseguenza a scendere in campo sarebbero i ragazzi delle giovanili, in quella che a tutti gli effetti sarebbe una promozione resa necessaria per poter proseguire la stagione. Una scelta estrema, in un campionato già difficile di per sé che si trasformerebbe in un’agonia da qui a maggio. L’obiettivo principale sarà quello di non creare debiti con chi si è impegnato con il progetto Villafranca: questo è l’obiettivo in via Arnaldo Porta. Traghettare la squadra sino alla fine della stagione e quindi ripartire con un settore giovanile sano e forte per poter guardare di nuovo al futuro con sicurezza. Ma con tutta probabilità, non dovessero cambiare gli orizzonti, nelle categorie inferiori. E quindi dal campionato di Eccellenza. Scenario non certo, ma possibile. Eccome. Bisognerà poi capire chi prenderà in mano la società. E se i calciatori, durante la burrascosa settimana appena trascorsa, sono stati messi al corrente di quanto stesse succedendo servirà la prossima riunione (che verrà convocata a brevissimo) per conoscere il destino anche a livello dirigenziale del club. Eugenio Mazzocco, vicepresidente dei castellani intanto esprime la sua vicinanza al patron del Villafranca e spiega: «Siamo frastornati da quanto successo. Noi comunque andiamo avanti. Speriamo di recuperare anche dal punto di vista sportivo». E ancora: «Ci è crollato il mondo addosso, ma dobbiamo fa sì che i ragazzi possano rimanere sereni», aggiunge Mazzocco, appena al suo secondo anno a Villafranca, parlando dei calciatori. Barra dritta a si prosegue, ma è difficile che tutto torni com’era qualche giorno fa. Dal club le bocche sono cucite se non per ribadire la serietà di una società che opera da anni sul territorio. E di un presidente, Mirko Cordioli, che in 25 anni ha sempre dato il massimo. «Al Villafranca hanno operato, e operano, solo imprenditori seri e onesti. La questione giudiziaria non c’entra niente con la società», unica voce che si erge forte a difesa di un lavoro quotidiano e che abbraccia centinaia di famiglie. Mirko Cordioli, stando all’impianto accusatorio, tra il 2013 al 2018 avrebbe usufruito di false fatture. L’imprenditore villafranchese, che opera proprio nel settore del ferro, sarebbe coinvolto per un’evasione fiscale di circa 90mila euro e dalla settimana scorsa si trova al carcere di Montorio assistito dall’avvocato Nicola Avanzi. •

Nicolò Vincenzi
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