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01.10.2019

No al corteo sul clima, ma puliscono la città

Due ragazze impegnate a ripulire l’area del Tione FOTO PECORA
Due ragazze impegnate a ripulire l’area del Tione FOTO PECORA

Guanti da giardinaggio e grossi sacchi neri. Aggiungi la chat con tutti i compagni di classe, una storia pubblicata sul profilo Instagram e il gioco è fatto. Non serve andare, per forza, alla manifestazione Fridays for future per salvare il pianeta. C’è qualcosa di molto più vicino e a portata di mano: pulire la propria città. Semplicemente. È l’idea che hanno avuto un gruppo di studenti del Medi (e non solo) lo scorso fine settimana. Si sono suddivisi in gruppetti, si sono assegnati delle zone di Villafranca e l’hanno ripulita dai rifiuti. E ora vogliono far diventare questa esperienza un appuntamento fisso: coinvolgere più coetanei possibile, collaborare con la scuola e l’ufficio ecologia. Giulia Bartha, in tutto questo, ha fatto da collante. Abita nel quartiere di Madonna del popolo, ha 15 anni e frequenta la 3M indirizzo classico Cambridge al liceo Medi. «Tanti miei compagni di scuola, venerdì scorso, sono andati a Verona alla manifestazione per l’ambiente. Secondo me, però, oltre alle belle parole era il caso di fare qualcosa di concreto», spiega Bartha. «Non ho niente contro chi ha manifestato venerdì. Però bisogna andare oltre», aggiunge spiegando poi di non essere andata a Verona quella mattina. Ecco l’idea. Prima si è organizzata con un gruppo di amiche, decise a ripulire Villafranca. È bastato poi un messaggio sulla chat di classe di WhatsApp e un invito pubblicato sul proprio profilo Instagram per radunare un discreto numero di volontari. «Alla fine sabato eravamo 25 ragazzi. Un buon gruppo se si considera che è stato organizzato tutto all’ultimo minuto», spiega. Si sono trovati nel parchetto di Madonna del Popolo e si sono divisi in tre gruppi. Il primo ha curato l’area in torno alla chiesa, un altro quella lungo il Tione, tra il castello e le piscine, e l’ultimo quella intorno al palazzetto dello sport. «Prima di iniziare avevo sentito che un’altra ragazza del Medi, Carlotta Tortella, di quinta, aveva organizzato qualcosa di simile proprio il venerdì», racconta. Unite le forze, e ricevuto qualche consiglio pratico, è iniziata la raccolta. I ragazzi, tutti dai 14 ai 18 anni di Villafranca e dintorni, si sono messi all’opera dal pomeriggio fino a sera. In tutto hanno riempito otto grandi sacchi stracolmi rifiuti, trovando di tutto. «Abbiamo recuperato qualsiasi cosa. Dai pannolini alla plastica. Dalle bottiglie alle lattine di birra. Ma anche copertoni, vestiti, gabbie per uccelli abbandonate nelle siepi», prosegue la studentessa. I ragazzi, inoltre, raccontano di aver raccolto pure alcune siringhe vicino ai cassonetti o nei parchetti. I sacchi li hanno raggruppati e la mattina dopo, in accordo con il Comune, sono passati i netturbini a prelevarli. «Quello che mi ha spinto a partire in questa iniziativa», aggiunge Bartha, «è stata la voglia di trasformare le parole in fatti. Villafranca, come ogni città, a prima vista non si potrebbe classificare come sporca ma andando a scavare i rifiuti ci sono. E non sono pochi». Ma non è stata un’avventura semplicemente basata sull’onda delle emozioni di uno sciopero mondiale a favore dell’ambiente. «L’idea», conclude la studentessa, «è quella di promuovere questa attività anche con la scuola grazie al comitato studentesco». Il centro di Villafranca, intanto, sin da venerdì, è tappezzato da cartelli appiccicati sui lampioni e sui semafori. Sono slogan a tutela dell’ambiente. Lanciano allarmi e fanno riflettere sullo spreco di cibo o sulla produzione di rifiuti. «Al ritmo odierno nel 2050 negli oceani avrete più plastica che pesci», si legge. Oppure: «Da luglio 2019 in Amazonia avete lasciato bruciare la foresta per un perimetro pari a 11 campi da calcio». E ancora: «Ogni giorno utilizzate in media sette milioni di bicchieri usa e getta». •

Nicolò Vincenzi
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