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11.03.2020

«Mi servivano i soldi, li ho presi dalla Gsi»

Corrado GiacomazziFabrizio BertoliniUno scaffale di una delle farmacie gestite dalla Gsi
Corrado GiacomazziFabrizio BertoliniUno scaffale di una delle farmacie gestite dalla Gsi

Aveva firmato un assegno di sessantamila euro prelevati dalle casse delle farmacie comunali versandolo sul conto dell’impresa edile della quale era procuratore, quando ricopriva la carica di amministratore unico proprio della Gsi, la società partecipata del Comune che gestisce le due farmacie municipali di Villafranca. E ora Corrado Giacomazzi ha patteggiato un anno e quattro mesi (pena sospesa) e ha restituito in toto la somma distratta. La vicenda, conclusasi alcuni giorni fa, è emersa dopo il cambio della guardia al vertice della Gsi: ad aprile scorso era stato nominato amministratore l’avvocato Fabrizio Bertolini, in quota Lega. Bertolini, nel revisionare i documenti di contabilità della società, interamente partecipata dal Comune, ha rilevato un’anomalia. Ha voluto andarne in fondo e una volta appurata ha sporto denuncia contro ignoti. L’ANTEFATTO Bertolini aveva trovato tra i documenti di bilancio della Gsi la fotocopia di un investimento di 60mila euro sottoscritto da Giacomazzi per la Gsi: un piano di accumulo di capitale, senza scadenza. Mancava, però, la copia originale. Non risultando negli uffici, ne ha chiesto copia a Giacomazzi e poi, non ottenendola, alla banca. L’istituto di credito ha risposto che non esisteva alcun investimento della Gsi. E così è partita la denuncia nel luglio 2019. A settembre Giacomazzi è stato rinviato a giudizio (difesa avvocato Claudio Fiorini) per peculato, reato contestato quando un pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, avendo per ragione del suo ufficio la disponibilità di denaro altrui, se ne appropria. Era emerso, infatti, che aveva distratto la somma versandola sul conto della Cf Costruzioni srl, di cui era procuratore e quindi socio. LA SPIEGAZIONE Giacomazzi ha chiesto un interrogatorio ammettendo ogni responsabilità in capo a se stesso. Ha, infine, patteggiato. L’ex amministratore, che aveva restituito già metà della somma distratta prima della denuncia, ha ammesso l’addebito spiegando che in quel periodo aveva problematiche familiari e di lavoro. «Una cosa del genere in altre condizioni non l’avrei mai fatta», ha detto nell’interrogatorio assicurando che non voleva derubare la società, ma ottenere una disponibilità di denaro temporanea. «Tant’è che l’ho restituita in toto», continua nell’interrogatorio. «Ho fatto una scelta sbagliata, una sciocchezza», ammette sottolineando che la restituzione del primo assegno era stata eseguita prima che gli venisse notificato l’avviso di indagini. La seconda tranche di denaro è stata restituita invece il 26 luglio 2019. Giacomazzi ha spiegato che la somma era destinata a «entrare tra le liquidità della Cf Costruzioni». Ha chiarito anche che non aveva avuto alcun contatto con la banca per la sottoscrizione della polizza di investimento, ma che aveva scaricato la documentazione da internet. Per l’assegno, invece, non c’è stato problema, perché la firma per quell’operazione spetta esclusivamente all’amministratore delegato. Giacomazzi si è detto pentito di quanto successo e si è reso disponibile a effettuare un versamento a titolo del danno in favore dell’amministrazione comunale. L’AMMINISTRATORE Non entra nel merito della vicenda oggi l’attuale amministratore unico Bertolini che si limita a spiegare che la sua «è stata un’attività di indagine serrata e complessa che ha portato all’immediata denuncia». L’avvocato, che in passato aveva assistito, nella sua professione di legale, la Cf per altre questioni, ha detto anche che non è stato facile dal punto di vista umano. Ora Bertolini ha apportato alcune novità in Gsi: «Ho introdotto un nuovo consulente tributario e ho provveduto alla formazione di un nuovo organismo di vigilanza misto. Da quest’anno», conclude, «avremo un revisore esterno». •

Maria Vittoria Adami
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