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03.07.2019

Le quattro piccole acrobate conquistano il titolo di talenti

Sono Sofia, Beatrice, Zoe e Emma e fanno quello in Veneto nessuno è in grado di fare. La loro disciplina, ancora poco conosciuta anche a livello nazionale, si chiama «acrogym», ovvero ginnastica acrobatica. Sul palco dei Talenti ne L’Arena, il talent targato Telearena, hanno portato uno spettacolo tutto basato sulle canzoni di Raffaella Carrà. Un omaggio, come ha spiegato il gruppetto di acrobate prima di esibirsi, alla grande cantante e showgirl. Hanno 16 e 10 anni, divise in coppie perché il rapporto deve essere necessariamente bilanciato. Fra lanci, prese aree e acrobazie infatti il duo deve essere scelto con cura. Fanno parte dell’associazione di Pescantina Team per gioco che da tre anni ha deciso di investire anche in questa particolare disciplina che ancora non è stata riconosciuta a livello olimpico. Un mix fra arte circense e ginnastica artistica che fa dell’equilibrio e la flessibilità l’arma più importante. Le acrobazie e le sensazionali posizioni creano virtuosismi e coreografie che pure a Villafranca, nella seconda tappa del talent tutto veronese, hanno lasciato il pubblico a bocca aperta. Anche per la giovanissima età delle ragazze impegnate. Il quartetto, eccezionalmente chiamato Acrobatic team, che non altro non è che una costola provvisoria del Team per gioco, dietro le quinte si era preparato in ogni dettaglio. Trucco sì, ma anche tanta concentrazione per ripassare i movimenti da fare sul palco, perché lì non si può sbagliare. Ogni muscolo è fondamentale, ogni gesto è importante per sé e per chi ti sta vicino o sopra o di fianco. Zoe, appena dieci anni, prima dell’esibizione racconta: «Siamo qui per vincere. Io facevo ginnastica artistica poi ho provato questo nuovo sport e ho deciso di continuare». Lei, nonostante la giovanissima età, conta anche un secondo posto ai recenti campionati nazionali. Sono proprio eventi come quelli che gireranno le piazze della provincia con Talenti ne L’Arena, e le competizioni nazionali e regionali, a diffondere questa particolare disciplina. «È la prima volta che ci esibiamo insieme», spiega invece Sofia che di anni ne ha 16. «Ci alleniamo per questa serata (domenica, ndr) da diverse settimane. È stato difficile perché certi pomeriggi lo abbiamo fatto con quaranta gradi». E poi c’è un messaggio ancora più profondo, slegato da una possibile vittoria finale: «Il nostro è uno sport poco diffuso. Speriamo che vedendoci dal vivo o in televisione possa diventare un po’ più popolare e che la gente inizi a conoscerci». •

N.V.
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