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16.02.2020

«La Rivista pungente senza politica»

La Compagnia Aurora prova la Rivista che andrà in scena martedì 18 febbraio  FOTOSERVIZIO PECORAI tecnici della Compagnia Aurora al lavoro con la scenografia della Rivista
La Compagnia Aurora prova la Rivista che andrà in scena martedì 18 febbraio FOTOSERVIZIO PECORAI tecnici della Compagnia Aurora al lavoro con la scenografia della Rivista

Prima che si apra il sipario del teatro Alida Ferrarini, basta guardare il volantino che da qualche giorno gira in città per capire che la Rivista numero 63 porta con sé sostanziali novità. Alla voce regia, infatti, dopo anni, il cognome è sempre quello, Piazzi, ma a cambiare è il nome. Non c’è più Gianni ma Monica, la figlia. La Compagnia Aurora, da tradizione, è pronta per portare sul palcoscenico vizi, caratteristiche e tratti distintivi di Villafranca. La prima sarà martedì 18 febbraio alle 20,45. Poi la kermesse durerà fino a martedì 25 febbraio. Le novità non mancano. A partire dal palco: niente megaschermo, com’era stato nelle ultime edizioni. Un ritorno al passato, più caldo e più tradizionale. Il tutto affidato a scenografie dipinte e grandi fotografie. Messo in soffitta, per ora, il digitale anche se non mancheranno i giochi di luce. E la politica? Ci sarà, ma più marginalmente. Spazio invece a una moderna storia di Cenerentola – riadattata e stravolta – ambientata, ovviamente, fra i luoghi simbolo della città. «Bibbidi Bobbidi Bu», questo il nome dello spettacolo, sarà la solita Rivista. Quella irriverente e pungente quanto basta. Gianni Piazzi, coinvolto e ancora decisamente al centro del progetto, spiega: «Non è più lo spettacolo delle macchiette. Villafranca, ormai, è anche la gente che arriva da fuori e viene qui a vivere. La politica è stata intenzionalmente saltata. Rimangono pochi personaggi da prendere in giro», aggiunge Piazzi facendo riferimento, ma senza nominarlo, a primi cittadini del recentissimo passato. All’opera dal 2 gennaio scorso ci sono una sessantina di persone fra tecnici, attori, scenografi e coreografi. «Un lavoro duro di coordinamento», spiega la nuova regista. Sul palco, mentre si prova, c’è sempre l’instancabile papà Gianni. Ma sono tutte le attività dietro le quinte, le scenografie e i dettagli che devono essere necessariamente pronti per martedì a tenere impegnata Monica. «Il passaggio di testimone non è facile», spiega la Piazzi. «Bisogna lavorare sulle entrate, sugli attori, i sarti. Fortunatamente mi stanno aiutando tutti perché questa, alla fine, è una grande famiglia», aggiunge la regista. Il rapporto fra la Rivista e la Piazzi inizia da lontanissimo. E non potrebbe essere diversamente, se si è vissuti nella stessa casa di chi è stato (e lo è ancora) l’anima dello spettacolo da decenni, il padre. «Ho iniziato a recitare nella Rivista appena finito il liceo. Ho sempre voluto farlo ma papà mi ha costretta ad aspettare fino a quando non ho compiuto 18 anni», spiega la 36enne. E da quel momento non si è più fermata. «Quest’anno non recito, ma percepisco tutta l’ansia per questa mia prima volta. Bisogna prendere decisioni importanti», conclude. La Rivista, sottolinea uno dei veterani e presidente della Fondazione, Gian Melchiori, «è il momento in cui la gente di Villafranca si mette in piazza. Tanti paesi ce la invidiano. È lo specchio della società». Si sbottona, ma appena un po’, la coreografa Elisa Galli, facendo un piccolo accenno su quanto si vedrà fra due giorni alla prima: «Quest’anno andremo in po’ in controtendenza». Niente di più. Come sempre è tutto blindato. Ieri, intanto, sono iniziate le prevendite con le consuete code per accaparrarsi i posti migliori. Già da mezzogiorno, tre ore prima dell’apertura della prevendita, all'esterno dell'auditorium c’erano alcune persone in fila. Sarà comunque possibile acquistare i biglietti per gli otto spettacoli in cartellone anche oggi dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Stesso orario anche domani, sempre all’auditorium. Il ricavato dei 3.560 biglietti che entrerà nelle casse dalla Fondazione Compagnia Aurora, spiega il presidente Melchiori, come sempre verrà impiegato in attività culturali come restauri di quadri ed opere d’arte della città. •

Nicolò Vincenzi
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