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11.08.2019

Il Paese del Dragone preferisce Villafranca

Uno degli hotel di Villafranca che spesso ospitano comitive di turisti cinesi   FOTO PECORA
Uno degli hotel di Villafranca che spesso ospitano comitive di turisti cinesi FOTO PECORA

Gran parte del turismo internazionale diretto al territorio scaligero passa da Villafranca, che attira in particolare gli stranieri con gli occhi a mandorla. Lo certifica il Rapporto statistico regionale 2019, documento che dedica ampio spazio al capitolo sulla «destinazione Veneto». Verona, città d’arte gemellata con Hangzhou, che fu una delle sette antiche capitali dell’Impero celeste, dove si consumò una storia d’amore simile a quella di Romeo e Giulietta, calamita l’interesse dei visitatori del più popoloso e vasto Paese asiatico. Il capoluogo però è solo al decimo posto nelle sette province per arrivi, circa 23mila, e presenze, circa 35mila, di ospiti cinesi. Dove si rilassano questi viaggiatori dopo le escursioni sul territorio? Villafranca, a soli 10 minuti dall’aeroporto Catullo, risulta nettamente preferita, in quarta posizione tra le località predilette per un soggiorno. L’anno scorso nelle strutture alberghiere del secondo Comune della provincia, i turisti provenienti dal Paese del Dragone sono stati 34.966; i loro pernotti sono risultati circa 38.673. Secondo l’Ufficio statistica della Regione, che elabora dati Istat, nella città castellana fanno tappa il 4,5 per cento di tutti i turisti cinesi in visita in regione (solo il 2,9 si ferma a Verona, ndr), che l’anno scorso sono aumentati del 5,2 per cento. Il trend fa ben sperare e genera previsioni di gettito da tassa di soggiorno più rilevanti per gli amministratori dell’ente locale, che ha inserito a bilancio preventivo per quest’anno un’entrata di 270mila euro. «I cinesi», si legge nel Rapporto, «soggiornano in strutture alberghiere, scelte nel 93 per cento dei casi, e in particolare selezionano quelle di fascia medio alta. Si fermano poco in Veneto, in genere una notte e quotidianamente spendono quasi il doppio rispetto al turista medio (il cui budget si aggira intorno ai 102 euro, ndr)». Pochi però i segnali della loro presenza. I turisti cinesi si limitano alle attività concordate con i tour operator e quindi alla visita a Verona e ai luoghi teatro della tragedia shakespeariana, mentre alla sera rimangono in hotel. «Sappiamo comunque che due strutture, un quattro stelle di Dossobuono e un quattro stelle superior di Villafranca, sono convenzionate con agenzie specializzate su quel mercato asiatico e ciò determina i numeri rilevati dal Rapporto», spiega l’assessore al Bilancio e terziario, Riccardo Maraia. «Va anche detto», aggiunge, «che l’accoglienza che si è organizzata negli anni attorno alla presenza dell’aeroporto Catullo e in supporto alla ricettività di Verona è molto qualificata. I 14 hotel sono quasi tutti quattro stelle, anche di categoria superiore, e offrono circa 1.500 posti letto sul totale di oltre 1.800 messi a disposizione dalle 62 strutture presenti. Quindi chi arriva da Paesi lontani sceglie il livello, i servizi e insieme un prezzo più abbordabile rispetto a quello praticato dagli alberghi in città», ragiona l’assessore. Probabilmente sono queste le motivazioni che spingono anche aziende, associazioni ed enti pubblici a organizzare eventi e convegni nelle strutture alberghiere locali. Il Rapporto regionale cita infatti Villafranca nell’elenco delle località vicine ai capoluoghi veneti e capaci di catalizzare l’attenzione degli organizzatori di eventi congressuali, insieme ad Abano e Montegrotto, Asiago e Cortina. In questo caso il valore aggiunto della città castellana sta nella vicinanza agli snodi autostradali e all’aeroporto. Questa particolare tipologia di ospiti si ferma un paio di notti, meno rispetto alle 2,7 del soggiorno medio del turista in Veneto, scegliendo le soluzioni a più stelle, di cui Villafranca è appunto dotata. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valeria Zanetti
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