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13.02.2020

Il Comune vende il campetto di via Zanini

Il campetto di via Zanini: il Comune l’ha messo in vendita  FOTO PECORA
Il campetto di via Zanini: il Comune l’ha messo in vendita FOTO PECORA

Il campetto di via Zanini è in vendita. Già fissato il prezzo dell’area verde: 636mila euro. In più ci sarà un cambio di destinazione urbanistica. È previsto infatti che il rettangolo incastrato fra via Volturno e via Milazzo passerà da area verde a zona B. E quindi con la possibilità, in futuro, anche di costruirci sopra. Serviranno, almeno, due passaggi in consiglio comunale. Intanto la strada è già tracciata e il primo appuntamento sarà la seduta del prossimo 19 febbraio. Qui, infatti, i consiglieri comunali dovranno votare il Dup (documento unico di programmazione) che contiene, fra le altre, proprio la scelta di inserire l’area di via Volturno, ex campo Borromeo, nel piano delle alienazioni. Si riaccende così la lunghissima discussione sul parco di via Zanini, nome con cui tutti a Villafranca conoscono quel fazzoletto di terra. Sugli scudi il Partito democratico assieme, per questa iniziativa, alla civica Borgo libero. A difesa dell’area sono già stati chiamati a raccolta, con un volantino a firma congiunta dalle due forze politiche, i cittadini di Villafranca. L’appuntamento è per sabato 15 febbraio alle 11 in via Milazzo. Nel volantino, poi, viene specificato che nel prossimo consiglio comunale «è prevista la vendita dell’area per la quale da anni i residenti e cittadini di Villafranca si battono perché resti a disposizione per l’intera comunità». Lo scorso autunno il Pd aveva organizzato una raccolta firme da consegnare all’amministrazione. In quell’occasione erano state 210 le sottoscrizioni. Si trattava del secondo round dopo quello del 2015 quando le firme furono 500. La richiesta era di mettere mano al prato con poche migliaia di euro, aveva specificato il consigliere d’opposizione Matteo Melotti (Pd). Oggi, in città, sono pochi i campetti non a pagamento dove poter giocare a calcio. In quello di via Volturno, complice anche l’erba tagliata, sono state messe due pietre a poca distanza come pali immaginari di una porta. Ma niente di più. L’idea, portata avanti anche con una mozione in consiglio comunale nel maggio scorso, poi bocciata dalla maggioranza, era di installare una recinzione sul perimetro del campo, mettere un paio di porte, alberi e qualche panchina. Anche il capogruppo di Borgo libero, Andrea Cordioli, ha fatto sua la battaglia di via Zanini. Cordioli punta il dito sulla cementificazione selvaggia: «Il Veneto», spiega, «nel 2018 è stata la regione con il più alto consumo di suolo. Quindi bisogna invertire già da adesso la tendenza. A partire da questa area che va salvata dalla cementificazione». Stesso discorso anche per Melotti che si focalizza sull’importanza delle aree verdi in pieno centro abitato. «Ben venga», sottolinea il consigliere Pd, «il parco del Tione, ma nel frattempo non si può cementificare il paese. Le aree verdi a Villafranca sono importanti per abbellire la città, ma anche per l’impatto di mitigazione che hanno». E si chiede: «Come mai l’amministrazione ha deciso di venderla?». Si accende così il dibattito una settimana prima della seduta. Argomento, per altro, più volte finito sotto i riflettori. Francesco Arduini, assessore con delega all’urbanistica, aggiunge: «Se ne parlerà in consiglio. Ma ne abbiamo già parlato tante volte e non posso fare altro che ribadire quanto avevo detto». Era fine ottobre scorso quando in consiglio, nel pieno del dibattito, Arduini aveva sottolineato che lui, assieme agli attuali membri della maggioranza Nicola Terilli e Lucio Cordioli (a cui si aggiunge anche il non citato assessore Luca Zamperini), durante l’amministrazione Zanolli erano stati «strenui difensori» affinché quell’area rimanesse verde. «All’epoca eravamo all'opposizione», aveva poi aggiunto, «ma non si parlava di parco del Tione e nemmeno di quello di via Isonzo». Ora Arduini precisa: «A 280 metri dal campetto di via Zanini nascerà un parco di 150mila metri quadrati. E a 150 metri c’è quello di via Isonzo». Spendendo così al mittente le critiche. •

Nicolò Vincenzi
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