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20.09.2019

Gara di solidarietà per i funerali di Vasile

Anna Maria Caliari con un gruppo di persone che ha voluto commemorare Vasile Todirean  FOTO PECORA
Anna Maria Caliari con un gruppo di persone che ha voluto commemorare Vasile Todirean FOTO PECORA

Maria Vittoria Adami Forse una complicanza dovuta a una polmonite, forse gli esiti dell’aggressione subita nella notte dell’8 luglio, contro i quali ha combattuto per settimane. Sarà l’autopsia a chiarire cosa ha causato la morte, avvenuta all’ospedale di Borgo Trento, di Vasile Todirean, il romeno senzatetto di 42 anni picchiato e poi dato alle fiamme, si ipotizza, da tre compagni che con lui gravitavano attorno all’ex magazzino ferroviario di Villafranca. Nel frattempo si muovono le amministrazioni comunali per far sì che l’uomo abbia una sepoltura. Non avendo residenza a Villafranca, alle esequie dovrà provvedere Verona, città in cui è morto. «Stiamo verificando se Todirean avesse residenza in qualche Comune italiano, ma in caso contrario ci attiveremo. Se non ci pensa la Provvidenza qualcuno provvederà», assicura il senatore Stefano Bertacco, assessore di Verona ai servizi sociali. L’assessore è stato contattato anche da don Guido Todeschini, direttore di Tele Pace che ha messo a disposizione un luogo per la sepoltura di Todirean nel cimitero di Cavalcaselle, in un sito di proprietà di Tele Pace dedicato proprio a chi muore solo e in povertà. In alternativa Todirean verrebbe sepolto al Monumentale. Non sarà solo in questi ultimi giorni, insomma. Seppure abbia lottato solo nei reparti prima di terapia intensiva e poi del centro grandi ustioni di Borgo Trento. Nessuno, infatti, ha cercato Vasile. Poco si sa di lui e della famiglia che ha lasciato in Romania prima di finire a Villafranca, dove da cinque anni si spostava tra le panchine del centro e l’ex magazzino ferroviario. Anche il suo curatore speciale, l’avvocato Christian Serpelloni, che assisteva Todirean sotto il profilo penale, conferma che nessun familiare ha chiesto di lui. Per questo a metà agosto, quando Todirean si era ripreso e pareva dovesse stare in ospedale non più di un mese, l’avvocato si era interessato per trovare una struttura per lui, per fargli riconoscere la residenza a Villafranca e per far nominare un amministratore di sostegno che insieme ai servizi territoriali l’avrebbero seguito durante la degenza. Todirean aveva davvero fatto sperare tutti in una sua ripresa. Ma quel barlume di speranza si è spento. «Si chiude nel peggiore dei modi una vicenda che ha scosso gli animi di tutti portando a galla fenomeni di marginalità sociale conosciuti», commenta il sindaco Roberto Dall’Oca. «Villafranca e le associazioni del territorio fanno molto, ma episodi come questo impongono ancora più attenzione e impegno. Ho assicurato all’assessore Bertacco la nostra disponibilità e quella della comunità romena qualora ve ne fosse la necessità. Siamo stati contattati da don Todeschini che mette a disposizione un luogo per la sepoltura dedicato a persone in marginalità». Colpito dal drammatico epilogo anche l’assessore al sociale Nicola Terilli, che tramite i servizi comunali aveva seguito la vicenda di Todirean che non voleva aiuti, né uscire dal suo più grande problema: l’abuso di alcol. «Ho sperato fino all’ultimo che si salvasse», ha aggiunto Terilli. «Ho desiderato di rivedere Vasile a Villafranca integrato e libero dalla dipendenza da alcol che lo ha afflitto. È una vicenda amara che deve spronare tutti noi a moltiplicare gli sforzi verso la marginalità. La fragilità va incontrata ovunque essa sia, senza pregiudizi. Todirean era stato trovato la mattina dell’8 luglio esanime alla stazione di Villafranca dal capotreno del convoglio delle 7, col volto sfigurato e per metà del corpo bruciato. Era conosciuto in città perché quasi tutti i giorni veniva soccorso in piazza o sulle panchine del centro quasi in coma etilico. Su di lui era stato disposto il primo Daspo urbano in primavera per questo. Non era aggressivo, ma non voleva cambiare vita, nonostante gli aiuti proposti da Comune e servizi sociali. Per l’aggressione erano stati fermati, con l’accusa di tentato omicidio aggravato da futili motivi, tre frequentatori dell’ex magazzino e amici di Todirean: Cristian Tuca, Liliano Bosoni, entrambi senzatetto, ed Eros De Mori, residente a Villafranca. In base all’autopsia la loro posizione potrebbe aggravarsi. •

Maria Vittoria Adami
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