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10.11.2019

Doccia fredda a Dossobuono, torna il casello

L’illustrazione del progetto del casello autostradale sulla A22 a Dossobuono
L’illustrazione del progetto del casello autostradale sulla A22 a Dossobuono

Si scrive «miglioramento della accessibilità ai poli primari, aeroporto, Consorzio Zai e Quadrante Europa». Si legge «casello autostradale a Dossobuono». Nella frazione villafranchese è arrivata una doccia fredda da Nogarole Rocca, dove nell’ambito dell’annuale convegno di San Leonardo, Autobrennero, che gestisce l’A22, ha illustrato il Piano economico finanziario. Il programma, tra i diversi interventi previsti nel Veronese, elenca anche i due nuovi caselli di Dossobuono e di Vigasio. Una doccia fredda, si diceva. Perché l’opera, dopo le barricate e le assemblee pubbliche succedutesi negli anni, con il culmine della biciclettata del 2012, sembrava archiviata. Villafranca era stata unanime nel rigettare la costruzione del casello funzionale al Catullo, ma considerato inutile perché vicino a Verona Nord, sulla A22, e a Sommacampagna, sulla A4. Ma il tema è, invece, tornato in auge. E così la minoranza consiliare Pd ha protocollato una mozione da discutere nel prossimo consiglio comunale. Il testo propone di impegnare il sindaco Roberto Dall’Oca a riferire ad Autobrennero la contrarietà di Villafranca alla costruzione del casello e di chiedere che la società giri la somma prevista nel raccordo interno alla tangenziale Sud all’altezza di Madonna di Dossobuono: braccio di strada che indirizzerebbe le auto provenienti da Est all’uscita dalla tangenziale per l’aeroporto e per Villafranca senza far abbandonare ai veicoli l’arteria e senza farli passare, quindi, per Dossobuono, già trafficato. «Il casello sarebbe in fregio all’abitato di Dossobuono», spiegano nella mozione i consiglieri Daniele Pianegonda, Isabella Roveroni, Matteo Melotti e Paolo Martari. «Le numerose discussioni affrontate dal consiglio comunale di Villafranca in merito si sono sempre concluse con l’espressione di contrarietà all’infrastruttura. Dossobuono», continuano i consiglieri, «è già vessato dall’incidenza di due autostrade, una tangenziale e l’aeroporto, nonché dalla futura rotatoria. Con il casello, il paese dovrebbe dire addio definitivamente alla sua qualità di vita, con buona pace di ogni promessa e di ogni impegno assunto dalla politica». La minoranza, nel considerare un errore il casello, ricorda anche la disponibilità al confronto che ha sempre mostrato Autobrennero. Per questo chiede al sindaco di riaprire il dialogo, in nome della salute dei cittadini e della tutela di un ambiente già sotto sforzo. Ma ipotizza anche accordi sotterranei: «Se A22 dialoga con il territorio, forse qualche amministratore locale fa il doppio gioco?». Sulla mozione il sindaco Dall’Oca si riserva di decidere con le segreterie domani. Ma rassicura su un punto: «La bretellina interna di uscita dalla tangenziale è già compresa nelle opere legate alla A22. E ne sono felice (nel 2016 ne era stato tra i promotori, in qualità di assessore all’urbanistica, ndr), così come lo sono per quella di Madonna dell’Uva Secca». E se si dicesse che Villafranca cede sul casello in cambio della bretella? «Lo dice chi fa politica con il casello per consensi elettorali. Io non lo faccio». E sul casello, risposta salomonica: «Sono contrario perché è un’opera non capibile: nel raggio di cinque chilometri ci sono Verona Nord, Verona Sud e Sommacampagna. Ma la società fa interventi su richiesta del territorio e sono opere sovracomunali sulle quali non ha senso fare battaglie. Fra 10 anni Autobrennero stima ci siano 15 milioni di auto non inquinanti e avere infrastrutture avrà un senso. Tuttavia, prima del casello viene la bretellina: chiuderemo così il centro di Dossobuono con una Ztl e transito dei soli residenti». •

Maria Vittoria Adami
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