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20.10.2019

Cimitero, dissequestrata l’area dopo 8 anni

Previsti investimenti per 60.000 euro al cimitero di Villafranca FOTOSERVIZIOPECORAL’area dissequestrata al cimitero di Villafranca dopo otto anni
Previsti investimenti per 60.000 euro al cimitero di Villafranca FOTOSERVIZIOPECORAL’area dissequestrata al cimitero di Villafranca dopo otto anni

Dopo otto anni, è stata dissequestrata l’area del cimitero a Villafranca. E il sindaco Roberto Dall’Oca ha già annunciato lo stanziamento di fondi per la sistemazione dello spazio rimasto sigillato fino a pochi giorni fa. L’area era stata sequestrata nell’agosto del 2011 nell’ambito dell’inchiesta sull’attività dell’azienda di Diego Nicolini, ora chiusa, con l’allora sede in via Gioia a Verona. L’azienda era beneficiaria di una serie di appalti per la gestione dei camposanti in diversi Comuni del Veronese. Otto anni fa iniziarono le indagini della procura, condotte dal pm Valeria Ardito perchè nella sede in Zai furono trovate sei salme provenienti da un cimitero nel Padovano. Subito si ipotizzarono per l’imprenditore veronese le accuse di vilipendio di cadavere oltre all’irregolare smaltimento dei resti umani. La condanna a quattro anni di Nicolini in primo grado è arrivata il 10 maggio 2018 anche con l’accusa di corruzione nell’ambito di un’inchiesta su un appalto su misura per le pulizie ottenute dall’Atv. «Andremo a reperire le risorse per bonificare l’area, oggetto di sequestro», annuncia subito il sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca. Che nel frattempo ha già stanziato 60mila euro per la sistemazione di tutti i campisanti del comune. Diversi interventi sono già stati portati avanti mentre altri continueranno per tutta la settimana prossima. Le migliorie riguardano il cimitero del capoluogo ma anche quelli delle frazioni di Dossobuono, Alpo, Quaderni, Rosegaferro e Pizzoletta. Alcune operazioni, però, erano iniziate già settimane fa e dare il via erano state le proteste arrivate in municipio da diversi cittadini. Soprattutto nel cimitero di Villafranca, infatti, le lamentele riguardavano le erbacce cresciute in un’area precisa del camposanto. In particolar modo, hanno infestato la zona opposta rispetto a quella d’entrata dove alcune piante selvatiche superavano in altezza anche le lapidi. La strigliata del sindaco alla ditta che in estate si è aggiudicata l’appalto per curare il complesso era stata efficace. «Il fatto che l’impresa sia attiva da luglio», aveva detto qualche mese fa Dall’Oca, «non giustifica nessun disservizio». Ma ora che si avvicina novembre, e quindi il giorno della commemorazione dei defunti, tutti i cimiteri del villafranchese stanno cambiando pelle. In quello della città, oltre all’area dissequestrata che avrà nuova vita, è stata tinteggiata tutta la muratura esterna. Ma pure quella interna è stata ritoccata come anche la chiesetta dentro al complesso. Nei giorni scorsi sono stati puliti i gradini; sostituiti e riposizionati i marmi e posato il nuovo ghiaino. Lo stesso è stato fatto a Dossobuono dove il muro perimetrale è stato pitturato insieme ai due magazzini (sia quello nuovo che quello vecchio), puliti i cordoli e sistemato il ghiaino nella zona inumati. Dovranno invece essere posizionati i marmi nella porzione nuova del camposanto. Ad Alpo, i lavori più importanti hanno riguardato l’esterno con la sostituzione dei cipressi. Mentre a Quaderni i cantieri stanno coinvolgendo tutta l’area. Su quella esterna a breve verrà ultimato il parcheggio (oltre alla tinteggiatura esterna e in zona loculi). Nella struttura, invece, gli operatori comunali hanno provveduto a rifare completamente i camminamenti ormai deteriorati e a sostituite le fioriere. A Rosegaferro e Pizzoletta, infine, il Comune ha previsto la pulizia e la sistemazione dei percorsi e la tinteggiatura. In quello di via Duca Degli Abruzzi, inoltre, sono stati rimpiazzi tutti i vetri rotti. «Abbiamo stralciato la manutenzione straordinaria per dare subito risposte alle richieste dei cittadini. I 60mila euro», conclude il sindaco, «fanno parte dei primi interventi che proseguiranno nei prossimi anni». •

Nicolò Vincenzi
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