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10.09.2019

Bimbo morto nel grembo, inchiesta

L’ospedale Magalini di Villafranca in cui è avvenuta la visita alla donna in attesa di partorire
L’ospedale Magalini di Villafranca in cui è avvenuta la visita alla donna in attesa di partorire

Avrebbe dovuto nascere il 29 agosto ma a distanza di una settimana la madre non aveva avuto contrazioni e per questo era andata in ospedale, al Magalini di Villafranca. Ma il cuore del bimbo che portava in grembo ha smesso di battere. E il feto è stato estratto privo di vita il 6 settembre. Una tragedia per i due genitori, un fascicolo aperto per l’ipotesi di omicidio colposo a carico di persone da individuare e l’incarico affidato al medico legale per stabilire le cause del decesso di un bambino, morto nel grembo materno presumibilmente tra il 5 e il 6 settembre. L’indagine, affidata al sostituto procuratore Gennaro Ottaviano, prende l’avvio dalla segnalazione di una coppia di genitori, entrambi stranieri ma regolarmente in Italia e residenti nel Villafranchese. Una gravidanza vissuta con gioia e senza particolari problemi, la mamma si era presentata regolarmente ai controlli e la data prevista per la nascita del piccolo era il 29 agosto. Qualche giorno di ritardo non l’aveva allarmata, stava bene solo che non aveva avvertito, trascorso il termine, alcun movimento né tantomeno contrazioni. Per questo era andata in ospedale, le avevano fatto il tracciato e tutto era regolare, il battito del nascituro non lasciava presagire alcunchè di anomale, l’avevano tranquillizzata ed era tornata a casa. Il 5 settembre però aveva avuto alcune perdite, era corsa in ospedale nel pomeriggio, alle 14.30 era stata sottoposta ai controlli e dimessa alle 18.48. Sul referto era stato evidenziato che la gravidanza era in evoluzione ma che tutto era a posto. L’avevano tranquillizzata avvisandola tuttavia che qualora avesse accusato contrazioni forti avrebbe dovuto immediatamente presentarsi al Magalini. La serata era quindi trascorsa senza particolari problemi, non aveva dolori di sorta. Il mattino successivo, venerdì 6 settembre aveva avvertito una contrazione breve, ma poi il dolore era passato. E per tutto il pomeriggio non aveva più avvertito nulla. Fino alle 18, quando si è spaventata perché aveva avuto ulteriori perdite non ematiche. Immediata la corsa in ospedale, l’hanno accolta e le hanno fatto il tracciato: alle 19 le hanno detto che il feto non aveva più battito cardiaco. Il loro bimbo era morto prima di nascere. Disperati, perché tutto sembrava andare per il meglio, hanno depositato una segnalazione in Procura e ieri il magistrato di turno, atto dovuto, ha aperto il fascicolo e individuato il medico che effettuerà l’autopsia. L’unica in grado di chiarire cosa è accaduto dopo l’ultimo controllo. E se c’è stata colpa medica. •

Fabiana Marcolini
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