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18.05.2019

Anziani picchiati, inchiesta archiviata

Una delle stanze dov’è avvenuta l’aggressione nel settembre 2015
Una delle stanze dov’è avvenuta l’aggressione nel settembre 2015

Rischia di non avere mai un volto chi ha colpito alla testa e ferito tre anziani, due donne tra i 70 e gli 80 anni e un cinquantaduenne seriamente ferito in un incidente stradale con compromissione dell’attività motoria e difficoltà di linguaggio, nella tarda serata del sei settembre 2015 nella casa di risposo Morelli Bugna di Villafranca. Il pm Maria Beatrice Zanotti ha chiesto l’archiviazione del procedimento e il gip l’ha confermato alla luce delle indagini dei carabinieri di Villafranca senza, però, che emergesse il nome del responsabile delle aggressioni ai tre ospiti. Il fatto, però, aveva allarmato non poco le maestranze della Casa di riposo oltre che gli stessi ospiti e i loro parenti anche perchè aveva messo in seria discussione la sicurezza nell’istituto, all’epoca presieduto da Davide Tumicelli, poi dimessosi. I particolari della richiesta d’archiviazione, però, non sono stati resi noti. «L’inchiesta potrebbe essere riaperta e non possiamo divulgare altri particolari sull’archiviazione», ha fatto sapere ieri il procuratore della Repubblica, Angela Barbaglio. Non si può quindi, porre la pietra tombale su quella vicenda risalente a più di tre anni fa. Potrebbero emergere nuove testimonianze o altri particolari in grado di far rialzare il sipario sull’intera azione violenta. Tanto più che, durante l’indagine, i carabinieri avevano verificato che erano avvenuti degli episodi violenti ma tutti di lieve entità. Si trattava, comunque, di episodi isolati, ci tengono a precisare in procura, facendo capire che non rientravano nel reato di maltrattamenti per i quali serve una sistematica azione violenta nei confronti degli ospiti. In ogni caso, gli anziani avevano preferito non presentare querela per questi episodi isolati. Questi fatti, è trapelato ieri in procura, è riferibile a qualche scuotimento nei confronti degli anziani e, comunque, si tratta di condotte che non integrano alcuna ipotesi di reato a carico di chi opera nella Casa di riposo. Sarebbe anche trapelato qualche nome sui responsabili di questi gesti «poco ortodossi» ma non sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati per l’assenza della denuncia della vittima. Alla luce del clamore suscitato all’epoca, i carabinieri avevano scandagliato ogni angolo della Morelli Bugna. L’aggressore aveva colpito tre anziani in tre diverse stanze. Si trattava tutti di ospiti non più lucidi e incapaci di difendersi a causa dei loro malanni da chi li aggrediva. Quella sera era stata stranamente evitata la stanza di un anziano perfettamente lucido e in grado di difendersi. Ad accorgersene la sera del sei settembre, era l’operatore di turno che aveva fatto il suo consueto giro per verificare lo stato di salute dei pazienti ricoverati nella casa di riposo. È stato lui a scoprire i tre ospiti colpiti alla testa. Ad una delle vittime, affetta da demenza senile, era stato necessario applicare ventidue punti di sutura sulla testa. All’epoca delle indagini, si era ipotizzato che l’aggressore fosse entrato da una porta d’emergenza al secondo piano della casa di riposo, introducendosi poi nelle stanze dei tre ospiti. Un handicap per le indagini era rappresentato dall’assenza di telecamere nei corridoi dell’istituto per questioni di privacy. In compenso, gli occhi elettronici erano posizionati fuori dalla Morreli Bugna e precisamente, all’angolo tra via Rinaldo e via Garibaldi. Evidentemente, però, da quelle riprese, non emerse nulla che potesse essere utile alle indagini. Ciò potrebbe far pensare che l’aggressore sia qualcuno che conosceva molto bene sia la struttura che le vie di fughe dalla casa di riposo, senza essere visti o ripresi da telecamere. •

Giampaolo Chavan
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