CHIUDI
CHIUDI

12.01.2020

Aeroporto, «caccia» alla lepre senza spari

Un momento delle operazioni nel terreno a ridosso delle piste, sullo sfondo un aereo   FOTO PECORA
Un momento delle operazioni nel terreno a ridosso delle piste, sullo sfondo un aereo FOTO PECORA

I battitori, ieri mattina, sono arrivati al Catullo di buon mattino. La cattura delle prime lepri, nella vastissima area dell’aeroporto militare, è iniziata intorno alle 8,30 dopo aver posizionato le reti nei punti strategici. Alla fine la conta è di 51 esemplari presi: 26 femmine e 25 maschi. Come ogni anno un centinaio di cacciatori di Villafranca e dintorni si sono dati appuntamento a Caluri per catturare le lepri che popolano il sedime dell’aeroporto. Troppo ingenti, spiegano militari e addetti ai lavori, sarebbero i danni se un’esemplare finisse nel motore di un areo in fase di decollo. Chilometri di reti, alte una quarantina di centimetri, sono state posizionate per bloccare la veloce corsa delle lepri. A gruppi i battitori hanno setacciato la zona facendo più rumore possibile: chi con i megafoni, chi battendo le mani o semplicemente urlando. Ogni volta che una lepre, spaventata, iniziava a correre, un gran boato accompagnava la corsa. Una volta arrivate contro la rete, i cacciatori della Atc 3 Mincio le sgrovigliavano e le mettevano dentro a delle casse di legno per evitare che gli animali, spaventati, potessero farsi del male nel tentativo di fuggire. «Poi, una volta conclusa la mattinata», spiega Fabio Rossignoli, presidente della Atc, «vengono tutte liberate nelle zone di ripopolamento messe a disposizione dalla Provincia». Le quattro squadre di battitori hanno percorso tutta l’area di competenza militare fino a mezzogiorno, prima di rilassarsi mangiando un risotto e panini imbottiti. «Il problema principale», sottolinea il tenente colonnello dell’aeronautica militare Fabrizio Filosa, «è che le lepri, come altri piccoli animali e volatili, possono essere aspirati dai motori degli aerei nella fase più critica: il decollo». Infatti, come spiega Filosa, il pilota, quando l’areo sulla pista raggiunge il punto che tecnicamente viene chiamato «V1», non può fare altro che continuare le procedure ed alzarsi in volo. Dopo la V1, dunque, data l’altissima velocità, non è più possibile «abortire il volo». Qualsiasi cosa succeda. «Per questo se una lepre accidentalmente dovesse passare nei pressi del motore, verrebbe risucchiata e, superato il punto critico V1, l’areo decollerebbe lo stesso. Ciò comporterebbe un pericolo e danni ingentissimi al motore». Motivo per cui la pista deve essere libera da qualsiasi ingombro. La mente riporta anche al disastro aereo del Concorde del luglio 2000. In quell’occasione una fascetta metallica sulla pista fu una delle cause che provocò lo schianto del supersonico di Air France. Nell’incidente morirono le 113 persone a bordo. Un altro problema, poi, è legato ai danni che le lepri potrebbero provocare ai carrelli degli aerei. Perciò, tutti gli anni, le operazioni di cattura devono essere eseguite minuziosamente. Attività che viene svolta dal 2007, ma solo nella porzione di aeroporto militare. Quello civile, eccezionalmente, verrà coinvolto nel settembre prossimo quando per una settimana verrà chiusa la pista di atterraggio e decollo. Solo in quell’occasione i cacciatori potranno spingersi anche sull’altra area dell’aeroporto. «Dal 2007 ad oggi sono state catturate 339 lepri, ma ogni anno fa storia a sé», spiega Rossignoli. «Nel 2014, ad esempio ne avevamo prese una ventina, 34 nel 2018 e 29 lo scorso anno», conclude. Ad assistere alle operazioni, coordinate dal consigliere e delegato provinciale di Atc 3 Mincio, Nicola Giuliani, assieme al sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca, c’erano anche il presidente della provincia Manuel Scalzotto, il deputato del carroccio Paolo Paternoster e l’assessore alla sanità della regione Umbria, Luca Coletto. •

Nicolò Vincenzi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie