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02.07.2019

Torna l’incubo delle mosche Invasione causata dai liquami

Mosche catturate in paese: un’azienda ha scatenato un’invasione
Mosche catturate in paese: un’azienda ha scatenato un’invasione

Un'invasione di mosche verificatasi all'improvviso alla fine della scorsa settimana ha fatto ripiombare Vigasio in quello che sino a qualche anno fa era un incubo che si ripeteva ogni estate. Questa volta, però, a causare il fastidioso inconveniente sono state le cattive pratiche adottate in un'azienda agricola posta a poca distanza, circa 200 metri, dalla zona commerciale situata all'altezza dell'incrocio delle Cinque strade. I coltivatori, infatti, avevano sparso su una vasta area destinata a coltivazione le deiezioni di animali derivanti da un allevamento di bovini da ingrasso. Poi, contrariamente a quanto prescrivono sia le regole comunali che quelle contenute nella normativa regionale, le hanno lasciate lì senza compiere altri interventi. «Sono rimaste in superficie per 10 giorni, mentre avrebbero dovuto essere interrate entro 24 ore», spiega il sindaco Eddi Tosi. Come si diceva, quello delle mosche è un problema che a Vigasio conoscono bene. Sino a quattro anni fa, gli insetti costituivano una presenza così massiccia da rendere disagevole, nei mesi caldi, la vita quotidiana dei residenti di un'ampia zona del capoluogo. Una situazione a cui è stato posto però rimedio. L'allevamento avicolo che costituiva la causa principale del problema ha fatto intervenire esperti dell'università di Ferrara ed ha dato attuazione alle loro indicazioni, compiendo investimenti rilevanti. D'altro canto, con lo scopo di svolgere un'ulteriore azione preventiva, da quasi 15 anni i sindaci reiterano continuamente un'ordinanza che vieta qualsiasi spandimento di pollina, così si chiamano le deiezioni degli avicoli, nei campi del paese. «Quando ho notato una nuova invasione di mosche ho subito temuto che stessimo rivivendo un film già visto e che pareva dimenticato», racconta il primo cittadino. Così, lui stesso, assieme ad una pattuglia di agenti della polizia municipale, per prima cosa si è recato in un grosso allevamento di galline da uova che in passato era considerato anche una sorta di fabbrica di mosche. «In realtà lì tutto era a posto», continua Tosi. Il quale spiega che da quest'anno l'azienda è completamente stagna e che la pollina esce solo dopo essere stata asciugata viaggiando su nastri ventilati. «Nel fare il giro di varie aziende agricole, però, ne abbiamo scoperta una in cui c'erano circa 15 campi (pari a circa 4,5 ettari, ndr) di terreno che erano coperti da deiezioni», prosegue il primo cittadino. «Abbiamo convocato i proprietari, che non abitano nell'azienda, i quali ci hanno riferito che non hanno interrato per 10 giorni il liquame perché impegnati in altri lavori», precisa Tosi. Il quale, ovviamente, sottolinea che si tratta «di una giustificazione di nessun valore». Agli agricoltori è infatti stato intimato di procedere subito all'interramento - cosa che hanno fatto dal tardo pomeriggio di sabato - ed è stata preannunciata anche una contravvenzione oscillante tra i 50 e i 500 euro. •

Luca Fiorin
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