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02.06.2019

Si licenzia e cammina per 1.150 chilometri E adesso punta a 7.000

Stefano Cestaro all’arrivo. Da lì è ripartito per il PortogalloStefano Cestaro  scatta un selfie
Stefano Cestaro all’arrivo. Da lì è ripartito per il PortogalloStefano Cestaro scatta un selfie

«Una delle esperienze più intense della mia vita». E per portarla a compimento si è licenziato dal lavoro. Un giovane di Vigasio, Stefano Cestaro, dopo aver lavorato per otto anni in fabbrica ha deciso di lasciare la sua attività per affrontare uno dei percorsi di pellegrinaggio più antichi e famosi del mondo: la meta era Santiago di Compostela, lungo l’antico Cammino che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago di Compostela dove ci sarebbe la tomba dell’apostolo Giacomo il Maggiore. «Sono partito a piedi, da solo, da Saint Jean Pied de Port», racconta il ventisettenne, «e ho finito il cammino francese a Finisterre passando da Muxia e camminando con una media di circa 25-30 chilometri al giorno effettuando una giornata di sosta alla settimana per riposarmi. Ho incontrato tutte la condizioni meteo possibili, da un caldo estivo a venti imponenti, dalla pioggia alla grandine, ma anche il freddo intenso e persino la neve quando sono salito sulle due vette centrali: Fonsebadon e Ocebreiro. Fortunatamente le mie condizioni di salute sono state buone. Ho accusato pochi dolori fisici, anche se all’inizio erano intensi, ma fortunatamente molto brevi. Un paio di sere mi sono ritrovato con qualche linea di febbre, ma tutto sommato sono stato abbastanza bene almeno dal punto di vista fisico, anche perché non ero allenato per affrontare una esperienza simile. Diciamo che non ho riscontrato quelle problematiche che sono molto comuni a chi affronta questo tipo di cammino». Un viaggio, però, che non è terminato qui. «Successivamente», continua Stefano, «sono andato a Lisbona con un amico conosciuto per strada. Insieme ci siamo inventati un percorso che seguisse per lo più la costa e in alcune situazioni usando i mezzi pubblici». Un’esperienza di viaggio, ma anche di vita per il giovane di Vigasio che ha macinato chilometri su chilometri percorrendo prima il cammino francese, lungo circa 800 chilometri più 150 (da Santiago a Muxia e Finisterre), aggiungendo poi altri 200 a piedi in Portogallo per un totale che si aggira intorno ai 1.150 chilometri percorsi in un unico itinerario. Perché un giovane decide improvvisamente di lasciare un posto di lavoro e affrontare da solo il Cammino di Santiago di Compostela? «Sono partito perché ho fatto delle scelte molto importanti e rischiose per il mio futuro e sentivo dentro la necessità di vivere una esperienza che potesse ridarmi un po di equilibrio. Ora che si è conclusa, credo sia stata la migliore cosa che potessi fare. Il cammino si può raccontare, ma se non lo si prova non si capirà mai la sua potenza. È un’esperienza senza paragoni». Parole sincere perché Cestaro, che è anche presidente dell’associazione 4.Venti, un sodalizio che ha tra i suoi scopi quello di creare una rete tra giovani e territorio, sta già programmando i futuri cammini. «Proprio così», conclude. «Nel 2020 l’idea è di andare a fare il cammino di Olav in Norvegia, ben più impegnativo del francese compostelliano, e in fase di progettazione c’è l’E3, un sentiero che parte da Cabo de São Vicente e arriva a Istanbul: sono 6.950 chilometri. Questo è un sogno che ho, un’impresa che, ne sono sicuro, arriverò a compiere». •

Valerio Locatelli
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