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10.03.2020

San Rocco sull’altare «Protegge appestati»

San Rocco a Forette FOTO DIENNE
San Rocco a Forette FOTO DIENNE

A Forette si prega San Rocco, protettore degli appestati. Con il divieto di svolgere le celebrazioni liturgiche, ma a chiesa aperta alla preghiera individuale, è stata rispolverata ed esposta domenica, nella chiesa della parrocchia a cavallo fra i comuni di Castel d’Azzano e Vigasio, la statua del santo taumaturgo. In passato l’immagine veniva portata in processione il 16 agosto attraverso le strade del paese. Ora, per situazione di emergenza che stiamo vivendo in Italia, ed in particolare al Nord, alcune signore hanno chiesto al parroco don Franco Santini di poter posizionare a fianco dell’altare maggiore, la statua del santo per invocarne la protezione e per impetrare la grazia dal Signore di fermare questa peste del XXI secolo, che infetta il mondo intero. A Forette il culto a San Rocco, risale ad epoca immemorabile. Pare che questa ricorrenza sia stata indetta per onorare il santo al quale la comunità aveva fatto voto per essere protetta da una grave calamità abbattutasi nei secoli scorsi: la peste. «Qui la popolazione è particolarmente devota a San Rocco», afferma il parroco di Forette, don Franco Santini, «e se la leggenda si è impadronita di questo santo è certamente per esprimere il bisogno dei fedeli di glorificare un benefattore, un taumaturgo ed un apostolo della carità, per cui essa diventa la migliore interpretazione della storia». Rocco era un giovane pellegrino nato a Montpellier e morto ad Angera (sul Lago Maggiore) nel secolo XIV. Rimasto orfano in giovane età, dopo aver distribuito in elemosine il patrimonio paterno, lasciò Montpellier per un pellegrinaggio a Roma. Giunto ad Acquapendente, Rocco si pose a servizio degli appestati che, per primi, ne esperimentarono la taumaturgica potenza. Indi si recò a Cesena per compiervi lo stesso servizio caritativo. Dalla cittadina romagnola riprese la via per Roma ove guarì un cardinale che poi lo presentò al papa. Nella capitale Rocco si trattenne per tre anni dedicandosi ai poveri e agli appestati; quindi si recò, sempre per gli identici motivi caritativi, a Rimini, a Novara e poi a Piacenza, dove essendo stato colto dallo stesso male, fu costretto ad allontanarsi dalla città vivendo per un po’ di tempo in un bosco. Guarito riprese la via della patria, ma ad Angera fu arrestato per sospetto spionaggio. In Italia il culto di San Rocco prende uno straordinario sviluppo nella seconda metà del secolo XV, proprio in occasione di violenti pestilenze; come quella del 1476 a Gemona, 1477 a Venezia, 1478-1479 a Brescia. •

V.L.
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