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26.02.2020

Finalmente il Green Village si avvia a diventare realtà

La lottizzazione Green Village in via Zambonina   DIENNEFOTO
La lottizzazione Green Village in via Zambonina DIENNEFOTO

Il Green Village di Vigasio, progetto all’epoca considerato addirittura sperimentale, riparte dopo anni di blocco. I proprietari della lottizzazione hanno programmato l’avvio dei lavori per le opere di collegamento con la viabilità comunale e la realizzazione dei servizi comuni. Un passaggio che consentirà di riprender ein mano il progetto. Questo piano di edilizia residenziale nel 1999 era stato addirittura oggetto di una delibera della Regione. «Si trattava di un’iniziativa che aveva delle caratteristiche decisamente particolari per il periodo», ricorda il sindaco Eddi Tosi. «Il Green Village, infatti, era stato ideato come uno spazio ecosostenibile», continua. In via Zambonina doveva nascere un’ampia area piena di case costruite con tecniche di bioedilizia - strutture in legno, con isolamenti in grado di garantire un forte risparmio energetico e sistema di cattura dell’energia solare – e nella quale doveva essere riservata una particolare cura agli spazi verdi. «Si trattava di un progetto molto interessante, ma che poi è stato realizzato solo per una piccola parte», continua Tosi. Il piano urbanistico è stato approvato nel 2000: prevedeva 300 abitazioni, da attuare in sei stralci su un’area di oltre 200mila metri quadrati. «Il primo lotto avrebbe dovuto portare alla costruzione di una cinquantina di case ed essere completato entro metà febbraio 2011», specifica il sindaco. Nell’ottobre del 2010 la proprietà, che sino ad alcuni mesi prima era rappresentata da una società immobiliare e che da allora è della famiglia Cicogna, ha chiesto una proroga di cinque anni. Quattro mesi dopo, la giunta ha deciso di allungare la concessione solo di due anni e solo per i primi due stralci, dichiarando decaduti gli altri. Il problema infatti era che ancora non erano state avviate le opere che i privati avrebbero poi dovuto trasferire al Comune. Cosa finora mai avvenuta. Si tratta della strada di accesso al Village e delle strade interne alla zona residenziale, dei parchi, dei parcheggi, della pubblica illuminazione e dei sottoservizi: acquedotto, reti gas ed energia elettrica, per le quali finora sono stati realizzati innesti temporanei. Contro la decisione della giunta, la proprietà ha presentato un ricorso al Tar ma nell’ottobre del 2011 il Comune ha avviato la procedura per realizzare le opere mancanti. Di qui un nuovo conntenzioso amministrativo. Quanto è entrata in carica l’attuale amministrazione, nel maggio del 2015, il dossier Green Village comprendeva due cause pendenti al Tar. A questo si aggiungeva la mancata realizzazione delle opere. Da allora è stato riaperto il dialogo e negli ultimi anni sono arrivati l’ok della Provincia al raccordo con la provinciale 51 della lottizzazione e il sì del consorzio di bonifica e del demanio allo spostamento di un fossato, necessario per realizzare l’incrocio. «A dicembre la proprietà ha presentato la dichiarazione di inizio lavori, il cui costo è di 350mila euro, prevedendo di aprire il cantiere fra febbraio e marzo», dice Tosi. Finora sono state realizzate 30 case e che ci sono ancora lotti liberi nel primo stralcio e tutti quelli del secondo. «Quando verranno venduti lo dirà il mercato», aggiunge Tosi, «la cosa importante è che siano realizzati gli interventi di interesse pubblico che erano stati previsti già vent’anni fa». •

Luca Fiorin
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