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01.03.2020

Casa allagata, il Comune paga 142mila euro

Il municipio di ValeggioDopo un forte temporale a Salionze, sulla strada per Oliosi
Il municipio di ValeggioDopo un forte temporale a Salionze, sulla strada per Oliosi

Se le condutture fognarie sono inadeguate, tocca al Comune rifondere il cittadino per eventuali danni subiti. È questo quanto si evince dalla sentenza emessa a novembre 2019 dal tribunale di Verona che ha condannato il Comune di Valeggio a versare 142mila euro alla famiglia Tebaldi di Salionze, residente in via del Garda e ora costringe il Comune a ricorrere in appello. I fatti risalgono al 2010, quando gran parte della frazione di Salionze, com’era accaduto negli anni precedenti, subì allagamenti derivati dall’incapacità delle condutture di reggere l’urto di temporali di forte intensità. A distanza di quattro anni, nel 2014, la famiglia Tebaldi avvia una causa civile contro il Comune, chiedendo un risarcimento di tutti i danni subiti dalla loro proprietà a causa e in conseguenza dell’inadeguatezza e della mancata manutenzione delle tubazioni degli scarichi delle acque piovane e sorgive (acque bianche). A sostegno della richiesta la famiglia di Salionze riportava sia le segnalazioni al Comune di allegamenti avvenuti anche prima del 2010 che i correttivi apportati negli anni successivi dall’ente locale per porre rimedio alla situazione. Tra questi la posa di un nuovo condotto per le acque bianche pluviali e di falda di un diametro maggiore (60 cm) rispetto al preesistente (40 cm) che è stato probabilmente considerato dal giudice come un’ammissione d’inadeguatezza dei sottoservizi. Lo stesso significato deve aver avuto anche la decisione di realizzare una nuova pavimentazione stradale e la tombatura del canale di scolo delle acque piovane della strada vicinale dei Molini di Sotto. Nella sentenza si evidenzia pure come la causa dei danni sia legata al sottodimensionamento della rete fognaria, risalente in gran parte al 1950, mentre la frazione ha avuto negli ultimi decenni un incremento considerevole della sua urbanizzazione. Della cosa s’era discusso anche in consiglio comunale, affrontando il tema del debito fuori bilancio creato dalla causa. In quell’occasione il sindaco, Alessandro Gardoni, aveva rimarcato quelli che riteneva degli errori della passata amministrazione. «Al momento dobbiamo pagare», affermava il sindaco, «per una causa che non abbiamo gestito in alcun modo.Se si fosse cercata una soluzione in termini conciliativi la spesa poteva essere molto inferiore. Da una parte, infatti, il cittadino aveva ragione perché l’allagamento di una cantina era dovuto al sottodimensionamento delle condotte. L’unione tra quanto dovuto per danno emergente e per lucro cessante ha portato alla cifra richiesta e, almeno sulla seconda, l’affitto non riscosso di una cantina per cinque anni, il Comune poteva argomentare con delle controrelazioni». Immediata la replica dell’ex sindaco, Angelo Tosoni, che ricordava come l’assicurazione del Comune non ritenne di dover pagare. «È da valutare», replicava Tosoni, appena insediatosi nel 2009, «se si debba andare sempre a un accordo. Nel 2010 non vi fu un sisma, ma ci furono tante cantine allagate e l’assicurazione, interpellata, ci disse che non c’erano gli estremi per rifondere i danni. Il Comune non poteva andare incontro a un privato e non considerare gli altri che avevano avuto danni. Ora sono sicuro che l’amministrazione attuale farà di tutto per evitare di spendere troppi soldi ma ritengo che quanto accaduto allora sia stato un evento eccezionale e non fosse dovuto nemmeno un euro. Forse questa eccezionalità non siamo riusciti a dimostrarla». Poi Francesco Marchi, del gruppo Uniti per Valeggio, stigmatizzava il fatto che le condotte fognarie erano inadeguate e sollecitava a «verificare che il deflusso delle acque fosse ora gestito meglio per evitare di trovarsi di fronte lo stesso problema e ulteriori contenziosi determinati dall’urbanizzazione». Gli rispondeva Gardoni sottolineando che c’era stato un intervento risolutore del Comune sulle tubazioni di via del Garda. «L’ho saputo perché allora», ha rivelato il sindaco, «ero parte interessata, essendo il legale della famiglia. Poi ho rinunciato al mandato». Negli anni successivi lottizzazioni come la Gardesana hanno inserito diverse vasche di raccolta acqua per contrastare le eventuali bombe d’acqua, ma in altre vie del centro storico si vive ancora con qualche apprensione un forte acquazzone. •

Alessandro Foroni
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