Venduto il mulino del Palasio
L’ha comprato l’Ente Fiera

L’edificio del mulino acquistato dall’Ente FieraL’accesso all’area del mulino Palasio FOTO PECORA
L’edificio del mulino acquistato dall’Ente FieraL’accesso all’area del mulino Palasio FOTO PECORA
L’edificio del mulino acquistato dall’Ente FieraL’accesso all’area del mulino Palasio FOTO PECORA
L’edificio del mulino acquistato dall’Ente FieraL’accesso all’area del mulino Palasio FOTO PECORA

L’Ente Fiera ha completato l’acquisto dell’antico mulino del Palasio, la struttura di origine medioevale affacciata su via degli Emili, che per la sua collocazione sul fiume Tartaro in prossimità del Palariso, non solo rappresenta il naturale completamento dell’area fieristica, destinata in futuro ad ospitare anche un parco del riso, ma fa parte del patrimonio storico, culturale e affettivo del paese.

Il mulino entra infatti a pieno titolo nella storia locale: esisteva già nel Quattrocento e alla fine del Cinquecento aveva quattro ruote da macina e una pila da riso, le cui tracce si sono perse; nella seconda metà del Settecento era il più antico, quanto a struttura, dei tre opifici da macina attivi in paese; agli inizi del Novecento era stato utilizzato per azionare il primo impianto di illuminazione pubblica del paese da Rudolf ed Hermann Einstein, titolari di un’impresa di impianti elettrici, rispettivamente zio e padre di Albert, lo scienziato della teoria della relatività che in quell’occasione li aveva accompagnati.

Nonostante il suo valore storico, il mulino fu abbattuto nel 2009 per far posto ad un complesso residenziale di dodici appartamenti, che però non è mai stato realizzato per il fallimento dell’impresa costruttrice.

Così, chiuso il cantiere, l’area è stata abbandonata al degrado e i fabbricati sono finiti all’asta in due lotti nell’ottobre scorso, quando fu aggiudicato solo il primo, relativo ad una parte dell’immobile, ad un privato. Il secondo lotto, la parte più consistente del mulino, era andata di nuovo all’asta all’inizio di febbraio ed era stata acquistata dall’Ente fiera per meno di 38mila euro. Ora l’Ente, recependo gli indirizzi del Consiglio comunale, ha chiuso l’accordo di compravendita del primo lotto con il privato, per un valore di circa 20mila euro.

L’acquisto riguarda anche un’area parcheggi adiacente all’edificio e quella dove in futuro potrebbe sorgere un nuovo ponte per la fiera, alternativo a quello di via Bastia, 800 metri quadrati di superficie a disposizione dei progetti di Ente Fiera e Comune.

«Il completamento dell’acquisto renderà il bene, una volta recuperato, concretamente fruibile», spiega l’amministratore unico di Ente Fiera Alberto Fenzi. «Il mulino del Palasio potrà diventare così la porta reale e simbolica della Fiera del Riso e ci aiuterà a raccontare ai nostri visitatori un pezzo di storia importante di Isola della Scala».

«L’amministrazione ha compiuto un’ operazione eccellente, grazie alla quale il patrimonio comunale si arricchisce notevolmente, sia in termini economici che di prestigio culturale», sottolinea il sindaco Stefano Canazza. «Ora porremo particolare attenzione ai progetti di recupero affinché l’anima dell’edificio venga rispettata anche nella sua nuova funzione».

«A breve è previsto un incontro con il Consorzio di Bonifica Veronese per valutare l’opportunità di creare un museo dell’Acqua al Palasio», aggiunge il vicesindaco Michele Gruppo, assessore ai Lavori pubblici, «abbiamo allo studio anche un’area espositiva dedicata al riso e ad altre produzioni eccellenti dell’agricoltura veronese».

Mariella Falduto