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05.11.2019

Valzer politico delle verità e la Grezzanella resta al palo

L’assessore regionale Elisa De Berti
L’assessore regionale Elisa De Berti

Di doman non c’è certezza. La Grezzanella lo sa. E a cercar bene la verità tra i ranghi della politica, sul secondo stralcio della variante alla Sr62, che farà da circonvallazione a Villafranca, si ottiene una risposta e anche il suo contrario. Ha acceso di nuovo la polemica politica, infatti, l’opera al palo da oltre trent’anni. Sabato scorso è arrivato l’affondo del Pd veronese che accusa l’amministrazione regionale dei ritardi nel completamento dell’opera preannunciando anche una nuova interrogazione a Venezia e a Roma: tra gli intervenuti, il senatore Vincenzo D’Arienzo, membro della commissione Infrastrutture a Roma che ha accusato la Regione di non dire la verità; la consigliera regionale Anna Maria Bigon, ex sindaco di Povegliano, paese interessato alla variante; il segretario Pd Verona, Maurizio Facincani. Ai tre ora replica l’assessore regionale ai lavori pubblici Elisa De Berti (Lega) che oltre un anno fa aveva trovato l’escamotage di inserire la Grezzanella tra le strade di Anas: la società porterà a termine l’opera una volta che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrà firmato il decreto di riclassificazione delle strade Anas con l’elenco di arterie che passeranno sotto la sua competenza. Sparigliando le carte e lasciando stupiti anche i suoi, l’estate scorsa, a poche settimane dalla crisi di Governo innescata da Salvini, la deputata leghista Vania Valbusa aveva annunciato la firma di Conte. Che però non c’è ancora. E se per la Lega tutto è appeso a quel sigillo, non lo è, invece, per D’Arienzo secondo il quale dopo la firma di Conte, ci sarà un altro iter. Ma De Berti gli ribatte: «Sia con l’ad Gianni Armani ai tempi del ministro Delrio sia con il suo successore Massimo Simonini col ministro Toninelli, abbiamo condiviso quali devono essere gli investimenti che Anas realizzerà sulle strade oggetto del decreto di riclassificazione». A sostegno della tesi ci sarebbero due lettere: quella dell’agosto 2018, in cui la Regione ha inviato l’elenco preciso degli interventi di maggior avanzamento progettuale e autorizzativo, e quella del 7 febbraio scorso nella quale «il secondo stralcio della Sr 62 era al primo posto per l’anno 2019 con un importo di 24 milioni», spiega De Berti: «Veneto Strade ha aggiornato tutti i progetti esecutivi, compreso quello della Grezzanella». L’ultima tappa, sottolinea l’assessore, sarebbe quindi la firma di Conte. Firma che non è arrivata quando la Lega era al Governo con l’attuale Presidente del Consiglio. «Appena firmato il decreto siamo pronti a partire. Se il Pd è interessato a quest’opera, ora che è al Governo, solleciti l’esecutivo a non perdere altro tempo», conclude De Berti che replica anche a Facincani e Bigon: «Facincani ci accusa di essere autonomisti solo a parole perché ricorriamo a questi investimenti. È il caso di ricordargli che il Veneto versa ogni anno oltre 15 miliardi di euro di residuo fiscale attivo. Questo significa che quando la Regione chiede a Roma di stanziare risorse, non fa altro che chiedere quello che è già dei veneti. In attesa dell’Autonomia, chiedere questi soldi è un diritto sacrosanto. Tranquillizzo Bigon, arrivata da poco a Palazzo Ferro Fini: la Grezzanella è una priorità già da qualche anno come è stato trasversalmente chiesto da tutto il consiglio regionale». Ma al netto delle verità politiche resta una sola certezza inconfutabile. Quella raccontata dalla Grezzanella, opera ferma a metà rimasta al palo con qualsiasi bandiera sventoli a Roma. •

Maria Vittoria Adami
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