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14.05.2019

Padre ventenne morto in auto «Così giovane e così speciale»

Amici e parenti al funerale celebrato a Vanoni-RemelliLa bara e la foto di Gennaro Ronda nella chiesa FOTO PECORA
Amici e parenti al funerale celebrato a Vanoni-RemelliLa bara e la foto di Gennaro Ronda nella chiesa FOTO PECORA

È un dolore profondo quello che ha pervaso la cerimonia di ieri nella frazione di Vanoni-Remelli quando una folla partecipe ha voluto dare l’ultimo saluto al 21enne Gennaro Ronda, morto in un incidente stradale a Salionze vicino a casa Maiella Monti. Questo fin dall’arrivo del feretro accompagnato da un lungo e silenzioso corteo che ha presto riempito il sagrato e successivamente la chiesa della frazione. Gennaro Ronda, che avrebbe compiuto 22 anni il prossimo 16 luglio, è morto giovedì mattina andando a lavorare alla Moorer di Castelnuovo del Garda, un'azienda di abbigliamento. Fatale è stato l’impatto col guard rail che è entrato nella sua Fiat. Il ragazzo lascia la moglie, Dajana Dolci e una bimba di 16 mesi. Anche per il sacerdote che officiava la cerimonia funebre, don Mario Venturelli, è stato difficile trovare le parole. Don Mario ha infatti ammesso che in situazioni come questa «sono tanti i perché e i se che s’affollano nella testa», ma che non bisogna mai abbandonare la speranza. Tanta la commozione di parenti, amici e conoscenti, arrivati da più parti. È toccato a Stefano Dolci, il suocero del ragazzo scomparso, ringraziare tutti per la partecipazione e in particolare chi è arrivato dalla Campania, terra natale dei genitori di Gennaro Ronda. Quanto il giovane sapesse lasciare il segno in chi lo circondava l’ha spiegato una collega che, pur turbata, ha raccontato come chi lavorava con lui si stupisse del senso di responsabilità e della generosità che lo contraddistingueva. «Ho negli occhi quel suo passo sicuro e fiero», ha affermato la collega, «e non nascondo che tutti ci chiedevamo cosa facevamo noi alla sua età, ammettendo che lui era speciale». Anche i detenuti della casa circondariale di Montorio, colpiti dalla vicenda, hanno voluto che Fra’ Beppe, uno dei cappellani, si recasse alla cerimonia per portare le loro condoglianze. «Molti di loro sono padri e vedono poco i loro figli», ha spiegato Fra’ Beppe, «e quando hanno appreso la notizia dalla stampa, sono rimasti turbati nel profondo». Una situazione così difficile per tutti i presenti è risultata quasi insopportabile per i famigliari, stretti in un dolore palpabile. La madre, Giuseppina, quando ha abbracciato la bara in chiesa, è scoppiata in forti singhiozzi che sono diventati presto urla disperate. Poi sul sagrato è svenuta e sono serviti i sali e la vicinanza delle persone care per provare a rincuorarla. Poi il feretro è partito alla volta del cimitero di Valeggio. Molti in questi giorni si sono chiesti se la disgrazia poteva essere evitata, magari togliendo il guard rail che alcuni sostengono diventi spesso una trappola mortale. Purtroppo la strada che da Valeggio porta a Salionze ha chiesto negli anni un crudele tributo di sangue, con alcuni morti anche nei tratti curvilinei. •

Alessandro Foroni
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