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15.05.2019

Oggi la Mille Miglia con due veronesi su Fiat

L’auto d’epoca dei due veronesi di Quaderni fotografata durante una garaGiorgio Ciresola e Stefano Franchini sulla Fiat 514 che oggi è alla Mille Miglia
L’auto d’epoca dei due veronesi di Quaderni fotografata durante una garaGiorgio Ciresola e Stefano Franchini sulla Fiat 514 che oggi è alla Mille Miglia

Una vecchia signora del 1931, ma fiammante e orgogliosa come il suo equipaggio. È la Fiat 514s spider, guidata da Giorgio Ciresola, 56 anni, e dal navigatore Stefano Franchini, 57, entrambi originari di Quaderni di Villafranca, ma residenti il primo a Valeggio e il secondo a Mozzecane dove lavorano entrambi, uno in un’azienda di pubblicità da esterni e l’altro come macellaio. I due partono oggi da Brescia alla volta della Mille miglia 2019, la gara di regolarità d’auto d’epoca che attraversa tutta Italia in quattro giorni. Ciresola e Franchini sono tra i pochi veronesi in gara, su 430 equipaggi provenienti da tutto il mondo. Sono soprattutto gli unici del Villafranchese e sono quindi di casa nella sola tappa veneta del giro che si tiene al giardino Sigurtà di Valeggio, dove faranno ingresso all’incirca alle 16.30. La Fiat 514s parte con il numero 84. Dalla Lombardia buca il confine veneto a Borghetto per rientrare nel Mantovano a Roverbella. La tappa si chiuderà sull’Adriatico, a Cervia. Il giorno dopo si partirà per Roma e poi su ancora per l’Italia, passando da Bologna e tornando a Brescia. Quattro giorni in cui non si può perdere l’attenzione, nonostante l’adrenalina e le poche ore di sonno per notte. Franchini e Ciresola hanno partecipato alla gloriosa gara nel 2016 sempre con la loro spider con targa originale della provincia di Nuoro. L’hanno acquistata nel 2012 da una signora della Sardegna. «Siamo due amici, abbiamo comprato il veicolo insieme. Era a pezzi e l’abbiamo sistemato in due anni e mezzo, di sera, dopo il lavoro. Abbiamo un garage ben attrezzato», spiega Franchini. E poi via per le strade d’Italia nelle gare di regolarità di Brescia, dal trofeo Foresti al Mazzotti, e ancora alla Nuvolari di Mantova o alla Mitteleuropean di Trieste. I due fanno parte del Classic team di Mantova («Ma sulla nostra auto sventola la bandierina nero-verde del Quaderni»), ma alla Millemiglia correranno in autonomia. «La millemiglia è una delle esperienze più belle che esistano», continua Franchini. «Non si mangia e non si dorme per giorni, si va di sali minerali e barrette energetiche, ma è bellissimo passare per le strade dove le persone ti attendono e ti salutano». Franchini è il navigatore. Ciresola è il pilota che conduce la Fiat a una velocità che va dai 60 ai 110 chilometri orari. La cosa più difficile? Le rotonde: «Le macchine d’epoca non erano fatte per questo», dicono. L’emozione è indescrivibile: «Quello che avevamo sottopelle, nel 2016, l’avevamo addosso, ci ha preso globalmente, ancora lo ricordiamo», racconta Ciresola. «È come un giro d’Italia. In ogni paese ti aspettano, ti fotografano. L’accoglienza della gente è emozionante, eppure non dai niente, se non il tuo passaggio». Ma la Mille Miglia non è solo sfoggio d’auto d’antan e suggestione. «Sembra una passeggiata di gente facoltosa che ha un’auto d’epoca, ma non è così. È una gara in cui non ci si può distrarre. Si deve essere concentrati per quattro giorni, stando attenti alle persone sul percorso e a non fare danni», continua Ciresola. «È adrenalina pura. Nel 2016 ne avevo talmente tanta che non mi sono accorto che al passaggio al Sigurtà mio figlio era venuto ad abbracciarmi. Alla sera ho chiesto perché non era passato nessuno a vedermi», ride Ciresola. «E mi ha fatto vedere le foto. Per me che abito a Valeggio sarà un orgoglio l’unica tappa veneta. Partecipano da tutto il mondo e io passerò da casa». Previsioni non se ne fanno. Ci sono però quattro obiettivi. Il primo è già raggiunto: essere accettati alla gara. «Poi bisogna partire, sperando che la macchina non abbia problemi», conclude Ciresola. «Terzo: non farsi male. Quarto: finire la gara senza distruggere l’auto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maria Vittoria Adami
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