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16.06.2019

I tedeschi orfani della cena sul ponte I ristoratori li ospitano in villa Sigurtà

Villa Maffei Sigurtà addobbata per Vinitaly and the City dello scorso aprile
Villa Maffei Sigurtà addobbata per Vinitaly and the City dello scorso aprile

Per i turisti tedeschi partecipare alla festa del Nodo d’amore, la grande tavolata dedicata al tortellino organizzata dall’Arv (Associazione ristoratori di Valeggio), che per tanti anni ha portato migliaia di persone sul ponte visconteo, è ormai qualcosa di imprescindibile. Così quando hanno saputo che quest’anno non ci sarebbe stata sono arrivate richieste ai tour operator perché si creasse a Valeggio un evento alternativo. Una richiesta che ha preso in contropiede i ristoratori valeggiani che l’anno scorso avevano decretato lo stop della manifestazione giunta alla 25esima edizione. Una fermata decisa per ripensare la festa e la stessa struttura associativa. Così, per rispondere alle pressanti richieste delle agenzie, hanno organizzato una cena per la sera di martedì 18 nella straordinaria cornice di Villa Maffei-Sigurtà. Un appuntamento messo in piedi quasi in sordina, al punto che non ve n’è traccia nemmeno sul sito dell’Arv, dove campeggia da tempo l’annuncio della sospensione per il 2019 della festa del Nodo d’amore e l’auspicio di una ripartenza nel 2020 con un nuovo format. «Quella di martedì non è una riedizione in piccolo della tavolata sul ponte», precisa Gianni Veronesi, segretario Arv, «ma una festa dell’ospite, che magari potrebbe poi diventare un altro appuntamento stagionale da replicare negli anni successivi. Le richieste iniziali erano tali da far pensare che sarebbero servite tre sere ma alla fine ci siamo limitati a una con 220 persone». Lo conferma la vicepresidente Arv, Nadia Pasquali, che spiega cosa è successo: «Verso Pasqua alcune agenzie che hanno a che fare col mercato tedesco ci hanno cercato chiedendoci di creare un altro evento per non mettere in crisi alcuni loro pacchetti vacanze. Ci ha inorgoglito pensare che il nostro appuntamento sia ormai un must e quindi abbiamo cercato di rispondere nella maniera migliore alla loro richiesta. Poi col mondo tedesco, da cui viene la gran parte degli ospiti di martedì, abbiamo un rapporto privilegiato cui teniamo». A grandi passi s’avvicina anche il momento del cambiamento associativo. «Contiamo di essere pronti per settembre», sostiene la vicepresidente, «con una nuova veste giuridica che ci permetta di collaborare con più soggetti, dal mondo associativo all’amministrazione entrante, sempre nella veste che ci compete che è quella di testimoni dell’enogastronomia». Concetti ribaditi da Veronesi che sottolinea come l’intento sia anche quello di ricreare il clima iniziale dell’associazione partita negli anni ottanta. «Alla prima festa del Nodo d’amore», ricorda il segretario, «hanno partecipato 26 ristoranti mentre nell’ultima edizione eravamo in tredici. Certo, di acqua ne è passata sotto i ponti e qualcuno ha pure venduto, ma non siamo un circolo chiuso e valuteremo nuovi innesti». Poi Veronesi allarga lo sguardo sulla crescita del turismo a livello locale e sugli effetti perversi, come il traffico, che rischiano di creare fenomeni di rifiuto. «Per evitare che la popolazione si senta assediata», sostiene Veronesi, «serve un turismo slow e di qualità e di questo parleremo col nuovo assessore al turismo. Perché la nostra crescita non sia una meteora, ma duri nel tempo, dovremo poi tutelare le nostre perle, come Borghetto. Inoltre serve anche un grande senso di responsabilità da parte di tutti gli operatori che si devono rendere conto che il turismo coinvolge una parte della popolazione, mentre il resto vuole solo star bene nel proprio paese». •

Alessandro Foroni
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