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03.08.2019

Code e computer in tilt: il cambio
del medico fa inferocire i pazienti

Persone in attesa ieri all’ospedale Magalini per poter avere un nuovo medico di base
Persone in attesa ieri all’ospedale Magalini per poter avere un nuovo medico di base

Che potesse diventare un calvario il cambio del medico per i 1.500 utenti del dottore valeggiano che è andato in pensione dal primo agosto era facile metterlo in conto. Quello che invece pochi si aspettavano era la disorganizzazione della struttura nel far fronte alle richieste dell’utenza, costretta a stazionare per ore negli uffici situati all’ospedale Magalini, aggiungendosi all'utenza normale.

 

I disagi sono iniziati già il primo giorno quando gli utenti, tra i quali molti anziani, sono stati invitati a prendere un biglietto per ogni pratica e, visto che molti avevano delle deleghe, l’ufficio è andato presto in difficoltà, al punto da esaurirli. Così anche chi è arrivato un’ora prima dell’apertura (alle 8 di mattina), accomodandosi negli spazi contigui, ha dovuto attrezzarsi per una lunga attesa. Qualcuno è tornato anche a casa, non potendo fermarsi per troppo tempo.

 

Uno scenario addirittura peggiorato ieri quando pochi minuti dopo l’apertura, c’erano già una cinquantina di biglietti strappati e un solo impiegato allo sportello. Un dato questo, probabilmente dovuto al periodo estivo quando normalmente il flusso di utenti cala e vengono programmate le ferie. Resta il fatto che la situazione ha però fatto inferocire chi dei presenti aveva chiesto un permesso e contava di recarsi al lavoro in tempi ragionevoli. A quel punto sono stati dirottati a Villafranca un paio di impiegati che si trovavano a Isola della Scala e sono arrivati a Villafranca successivamente. Ma, soprattutto, gli utenti che avevano varie deleghe sono stati invitati a prendere un biglietto unico.

 

La procedura per il cambio del medico comporta infatti anche la stampa della nuova tessera sanitaria, cosa che allunga ulteriormente i tempi. Sfortunatamente ad un certo punto anche i computer sono andati in tilt, producendo ulteriori allungamenti dei tempi. Ciò ha prodotto un surriscaldamento degli animi, con gli impiegati costretti ad invitare ripetutamente gli utenti alla calma. Difficile pensare che la situazione possa andare meglio nei prossimi giorni quando potrebbe arrivare l’impatto più consistente di chi non aveva l’impellenza di effettuare il cambio del medico.

 

«Quello che lascia più perplessi», rimarca l’ex consigliere provinciale Luigi Tosoni, che per primo ha chiesto che si distaccassero degli impiegati all’Utap di Valeggio, per ridurre i disagi, «è che la situazione che si sta verificando non è per nulla inattesa, ma nessuno ha pensato a mettere dei correttivi. Come si sono spostati degli impiegati da Isola a Villafranca, si poteva probabilmente dirottarli all’Utap di Valeggio, facilitando il cambio del medico a 1500 persone, molte delle quali sono anziane». «Non parliamo poi», prosegue, «delle tante ore di lavoro che si perdono costringendo chi è in attività a perdere tempo negli uffici per un’operazione che, in altre regioni, si può portare a termine in pochi minuti dal computer di casa».

 

In attesa che questo salto di qualità divenga effettivo anche per la realtà veneta, come già avvenuto per quella toscana ed emiliana, Tosoni non dispera che l’amministrazione dell’Ulss possa venire incontro all’utenza già nei prossimi giorni. «Mi rifiuto di credere», evidenzia l’ex consigliere Tosoni, «che rimangano sordi di fronte ai problemi che stanno creando all’utenza. Per questo motivo non vado a cambiare il medico a Villafranca, ma attendo fiducioso di poterlo fare direttamente a Valeggio». 

 

La replica dell'Ulss9. «La sede del distretto 4 di Villafranca ha messo in atto per tempo le misure a disposizione per venire incontro alla popolazione interessata dal pensionamento del medico di Valeggio», spiega l'Ulss in una nota. Poi sostiene che da giovedì gli sportelli sono stati aperti con venti minuti di anticipo, alle 7.40, e con due postazioni in più, per un totale di quattro sportelli aperti. «Come ulteriore agevolazione», continua la nota, «le deleghe degli utenti sono state ritirate dal personale amministrativo, senza costringere le persone delegate a trattenersi oltre il necessario». «A oggi è già stato smaltito circa il 60 per cento delle pratiche», spiega l'ulss che poi precisa che i computer non sono «andati in tilt, ma c'è stato un riavvio del sistema informatico per un aggiornamento, durato un quarto d'ora e non dipendente dall'ospedale o dall'Ulss». 

Alessandro Foroni
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