Topi e rifiuti nel residence Bavaria

La strada d’accecco al complesso costruito negli anni SettantaBalconi degli alloggi del residence Bavaria a Sona, dove alcuni residenti segnalano degrado FOTO PECORA
La strada d’accecco al complesso costruito negli anni SettantaBalconi degli alloggi del residence Bavaria a Sona, dove alcuni residenti segnalano degrado FOTO PECORA

«Qua dentro è un disastro. La zona è bella, si vedono il lago, la campagna, il monte Baldo...è un peccato che il resto sia ridotto così». A parlare sono alcuni inquilini del residence Bavaria di Palazzolo di Sona, che si sono rivolti a L’Arena per denunciare una situazione definita «non più sostenibile». Dicono di aver sollecitato i proprietari dei loro appartamenti, l’amministratore condominiale e chi ne fa le veci presidiando il residence qualche ora alla settimana, ma in mancanza di risposte hanno deciso di passare alla segnalazione pubblica. Non c’è solo il mancato rispetto delle norme condominiali e di convivenza civile, riferiscono, ma in generale una cattiva gestione e un’incuria diffusa che negli anni hanno portato al degrado il colosso residenziale, formato da 85 appartamenti. Uno dei problemi, spiega esasperato uno degli inquilini, è rappresentato dai ratti: «Ogni giorno sul balcone trovo i loro escrementi, devo tenere chiuse le finestre per non farli entrare. Va fatta la derattizzazione, ma i proprietari pensano solo a incassare l’affitto e anche chi deve amministrare il residence non agisce». Il complesso è affacciato sulla strada regionale 11 e fu realizzato negli anni Settanta per i dipendenti di Bmw Italia che qui aveva aperto la sua prima sede (tutt’oggi i vicini capannoni sono abbandonati), poi trasferita nel Milanese nel 1998. Tra le maggiori criticità c’è la spazzatura: nel punto di raccolta del residence vengono conferiti rifiuti poco o nulla differenziati per tipologia, motivo per cui spesso gli operatori ecologici non li raccolgono. In più occasioni l’area si è trasformata in una sorta di discarica, con rifiuti di tutti i generi portati anche da persone esterne. Gli spazi comuni negli scantinati delle palazzine, racconta chi ci vive, sono stati nel tempo riempiti di materassi e cianfrusaglie, ma anziché riprendere i residenti alcuni proprietari hanno preferito chiudere i locali erigendo pareti, privando così di spazi utili anche gli inquilini rispettosi delle regole. È poi risaputo il problema dei «giri di prostituzione» con «viavai continui soprattutto di notte», raccontano. La richiesta di avere un guardiano assiduo si scontra con la difficoltà di mettere d’accordo tutti i proprietari, una sessantina circa, che dovrebbero concorrere alla spesa di questo servizio così come a quella necessaria per far rimuovere i mezzi (diverse auto e un furgone) da tempo abbandonati nelle aree comuni. L’amministratore condominiale Giuseppe Marino conferma tutte le criticità esposte, ma non vuole passare come l’unico responsabile della situazione. In merito ai rifiuti risponde che un passo avanti è stato fatto con l’installazione di un sistema di videosorveglianza: «Qualche volta siamo riusciti a individuare i trasgressori addebitando loro la spesa aggiuntiva, però è difficile avere il controllo di tutto». Quindi, si appella al sindaco Gianluigi Mazzi: «Abbiamo chiesto di sostituire e aumentare i cassonetti esistenti e di installare una telecamera comunale per poter sanzionare i trasgressori, ma ad oggi solo due cassonetti sono stati sostituiti». L’amministratore assicura che la derattizzazione viene fatta, purché le segnalazioni arrivino e siano oggettive, ma chi si lamenta della presenza di topi ribadisce di non aver mai visto né di essere stato informato di interventi di questo tipo. Annosi, conferma Marino, sia il problema dei mezzi abbandonati che quello della prostituzione. Nel primo caso «i condomini dovrebbero firmare un’autorizzazione per rimuoverli, ma non vogliono sostenerne i costi», mentre per quanto riguarda gli appartamenti affittati a prostitute, fa sapere di aver provato a intervenire su mandato dell’assemblea di condominio e di essersi beccato una querela per diffamazione. Annuncia invece buone notizie sul fronte della riqualificazione del complesso: «Grazie al superbonus del 110 per cento faremo interventi per migliorare l’efficienza energetica: cappotto, coibentazione del tetto, infissi e caldaie nuove, dai 20 ai 30mila euro per unità abitativa», sottolinea l’amministratore, spiegando che l’intervento sarà a costo zero per i proprietari, avendo stretto un accordo con una società finanziaria a cui verrà ceduto il credito. La promessa è di avviare i cantieri tra maggio e giugno del prossimo anno. •

Katia Ferraro