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09.01.2020

Tenta la truffa alle Poste, donna arrestata

L’ufficio postale di Buttapietra in cui è avvenuto l’arresto FOTO DIENNE
L’ufficio postale di Buttapietra in cui è avvenuto l’arresto FOTO DIENNE

Ha cercato di incassare un rimborso Irpef, spedito dall’Agenzia delle entrate ad una beneficiaria palermitana, esibendo un titolo vero ma documenti falsificati ad arte. Al terzo tentativo, dopo essere stata costretta a rinunciare suo malgrado al raggiro in due uffici postali di Verona, è stata smascherata alle Poste di Buttapietra. Ad attendere la truffatrice allo sportello di via Dante Alighieri c’erano infatti i carabinieri della stazione di Cadidavid, che erano stati allertati nel frattempo dalla centrale operativa. E così Carmela Virgilio, una 39enne residente a Napoli, segnalata da varie Procure come truffatrice seriale per una sfilza di episodi analoghi - almeno una decina, in base ai riscontri degli inquirenti, i colpi che la donna avrebbe messo a segno tra il Centro e il Nord Italia - ma riuscita finora a farla franca è stata portata in caserma. Al termine degli accertamenti, la 39enne, anzichè mettersi in tasca 863 euro, è stata arrestata con le accuse di tentata truffa ai danni dello Stato, ricettazione, falsità in pubbliche certificazioni e sostituzione di persona. Quindi, dopo aver trascorso la notte in camera di sicurezza su disposizione del pm di turno, la dottoressa Silvia Facciotti, è comparsa in tribunale a Verona: il giudice Carola Musio ne ha convalidato l’arresto e l’ha condannata a sei mesi di reclusione prima di rimetterla in libertà. Questo è solo l’epilogo dell’operazione eseguita venerdì scorso in paese dagli uomini del luogotenente Francesco Marinaro, che hanno scoperto una truffa dietro la quale si celerebbe un’organizzazione criminale in grado di intercettare i flussi di comunicazioni inviate dall’Agenzia delle entrate. Per poi falsificare i documenti in base ai plichi, con i nominativi degli effettivi aventi diritto al rimborso, sottratti durante la spedizione. Tutto inizia alle 9.30 quando la 39enne si presenta all’ufficio postale di via Umago, a Borgo Roma, per incassare, con carta d’identità e tessera sanitaria contraffatte, un assegno spettante in realtà ad un’ignara 27enne di Parlermo. Il tentativo non va però a buon fine perchè insorge un problema con il filtro pagamenti. Ed arriva perciò seduta stante, dal Centro antifrodi di Roma, un segnale di alert, ossia un avvertimento in base al gergo utilizzato nel monitoraggio dei titoli, che segnala per l’appunto la cliente in questione come truffatrice seriale. Carmela Virgilio mangia la foglia e si dilegua. Ma non si dà per vinta. Alle 10.30 si presenta infatti allo sportello di via Santa Teresa, sempre a Borgo Roma, continuando a spacciarsi per la contribuente destinataria del rimborso. Tuttavia, il direttore, messo in allarme dal Centro operativo, chiama immediatamente il 112 ma anche in questo caso la 39enne si allontana prima dell’arrivo dell’autoradio. Nel frattempo vengono diramate le ricerche della truffatrice che alle 11.50 viene intercettata allo sportello di Cadidavid, dove esibisce per la terza volta in due ore e mezza false generalità, e viene arrestata. •

Stefano Nicoli
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