Sviluppare il turismo culturale con i set naturali del film Senso

Alida Valli e Farley Granger nel film Senso di Luchino Visconti
Alida Valli e Farley Granger nel film Senso di Luchino Visconti

Partire dai luoghi delle colline moreniche (Valeggio, Sona e Sommacampagna) dove sono state girate alcune sequenze di Senso, film capolavoro di Luchino Visconti, per unirne idealmente altri in Veneto. Poi, raccontare l’arte del grande regista lombardo e cos’è stato il Risorgimento, ma anche le bellezze storiche e paesaggistiche del territorio. Questo è l’intento del progetto Luoghi di Senso, che il cineasta Alessandro Garilli ha messo in cantiere per i prossimi mesi, raccogliendo l’appoggio degli assessorati alla Cultura di Valeggio, Sona e Sommacampagna. Si partirebbe così da Borghetto, con la Corte Rabbi, il ponte di legno e quello visconteo in evidenza, per arrivare poi a Santa Lucia ai Monti, a San Giorgio in Salici a Villa Pignatti Morano di Custoza. Le tappe successive sarebbero poi Lugo di Vicenza, Mira e Venezia (e magari Aldeno in Trentino), toccando infine Roma. «Ho chiamato Luoghi di Senso», afferma Alessandro Garilli, «questo progetto, giocando col titolo del film di Visconti e col fatto che è stato girato in luoghi densi di senso storico e culturale, in quanto la storia del Risorgimento italiano passa proprio attraverso questi territori. L’intento è cine-storico-culturale, ma anche turistico, poiché unisce luoghi di straordinario impatto». Il progetto prevede una mappatura dei luoghi viscontiani e l’inserimento in ciascuno di essi di marcatori con QR code (codici che permettono attraverso cellulari o tablet di leggere contenuti video o audio ) e un libro guida (in italiano, inglese e tedesco) che accompagni il viaggiatore. Inoltre, verrà realizzato un documentario che potrà essere proiettato in festival o eventi per promuovere il percorso e da cui saranno anche ricavati i contenuti audio e video speciali correlati alle locations (uno per ogni area di riferimento) che potranno essere visionati tramite i QR code. «Qualcuno dei testimoni del capolavoro di Visconti (tra questi Giuseppe Rotunno, il grande direttore della fotografia, ndr)», rimarca Garilli, «è ancora vivente e il mio intento e di incontrarli . Tantissimi sono poi i materiali archiviati (foto di scena, pellicola, etc.) da cui trarre gli spunti per raccontare le location. La speranza è, grazie anche alla connessione con Venezia, di aprire il territorio delle colline moreniche a un turismo culturale, stabilendo una sinergia col Museo diffuso del Risorgimento e con l’ Ossario di Custoza, coinvolgendo pure il Museo dell’Opera, il fondo per il cinema, siti Unesco e l’enogastronomia del territorio». •

Alessandro Foroni