Suor Ester Borgo, la maestra che metteva in riga il podestà

24 maggio 1936: manifestazione in piazza a Sona con le Giovani italiane e i Balilla
24 maggio 1936: manifestazione in piazza a Sona con le Giovani italiane e i Balilla

Un rigoroso lavoro di ricerca storica, che ricostruisce il passato sonese, rappresentando un dono di inestimabile valore culturale per le generazioni presenti e future. Dopo anni di studio, verifiche e approfondimenti, ha visto la luce l’ultimo volume della trilogia Lugagnano-Palazzolo-S. Gio rgio-Sona. Fatti, storie, personaggi edita dal Baco da Seta. In 352 pagine, corredate da 400 documenti originali e decine di foto d’epoca, il libro racconta il ventennio fascista e il ritorno alla democrazia. Gli autori Renato Salvetti, Luigi Tacconi, Mario Nicoli e Valentino Venturini ripercorrono le vicende sonesi del periodo compreso fra il 1926 e il 1951, attraversando la storia locale dall’inizio dei mandati amministrativi non elettivi fino alla caduta del fascismo e alle prime elezioni democratiche dopo la guerra. Le informazioni sono state recuperate nell’archivio storico comunale e negli archivi parrocchiali, oltre che nell’Archivio di Stato di Verona e nell’archivio storico della Curia veronese. Molte le tematiche approfondite: da quelle amministrative e politiche a quelle demografiche, da quelle educative e scolastiche a quelle economiche e finanziarie, da quelle religiose a quelle sanitarie, da quelle giudiziarie a quelle militari. Senza dimenticare le opere pubbliche che furono edificate e con un ricordo dei militari caduti durante la Seconda guerra mondiale, citati tutti per nome in un elenco che riporta anche diverse informazioni su ciascuno. Per le vicende politiche sonesi, un anno centrale è il 1923: a maggio, il sindaco Giacinto Zampieri rassegnò le dimissioni e così fecero poi a luglio anche i consiglieri, che chiesero al prefetto la convocazione di nuove elezioni in tempi brevi. Tale richiesta, però, non fu accolta: fu invece nominato un commissario, Gaetano Mondini, che era segretario del partito fascista di Castelnuovo. Il primo podestà, Luigi Tonelato, venne insediato nell’aprile del 1927; fu lui, nel 1932, a inaugurare la nuova sede municipale, collocata nel Palazzo Carnesali, acquistato dalla precedente proprietà che lo aveva messo in vendita. Nel luglio del 1942, dopo quasi due mesi di reggenza da parte di un commissario prefettizio tecnico, Tonelato fu sostituito da Gugliemo Innocenti. Nel 1943, il governo della Repubblica di Salò sostituì i podestà con dei commissari prefettizi e a Sona la carica, che era di nomina politica, fu assegnata ad Alfonso Rinaldi. Seguì, dall’aprile del 1945 al marzo del 1946, la reggenza della giunta provvisoria guidata dal sindaco Giuseppe Manzini, nominato dal Comitato di liberazione nazionale; risale a questo periodo la modifica della toponomastica a Lugagnano, con la sostituzione di via 28 Ottobre, data della marcia su Roma, con via 26 Aprile, data del passaggio delle truppe alleate nella frazione. Il 24 marzo 1946 si tennero le elezioni comunali, che assegnarono la carica di sindaco a Giovanni Ledro, candidatosi con la Democrazia Cristiana. Tanti i personaggi ricordati nel libro, come la maestra delle elementari di Sona suor Ester Borgo che, tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta, fu molto attiva nel promuovere la scolarizzazione, anche esortando il podestà a prendere provvedimenti contro le famiglie che non mandavano i figli a scuola. O come il vicebrigadiere dei carabinieri Domenico Frisone che quando, nell’agosto del 1944, venne arrestato per essere tradotto in Germania, con la scusa di rimettere a posto alcune pratiche del suo ufficio, nascose le liste degli antifascisti per non farle trovare agli agenti delle brigate nere. Anche in passato, la comunità sonese si era trovata a lottare contro le epidemie e a raccomandare le vaccinazioni. Nel 1937, a causa delle pessime condizioni igieniche del pozzo e delle case, a Mancalacqua si verificò un’epidemia di tifo; furono quindi acquistate mille pastiglie di vaccino anti-tifo, la cui spesa fu sostenuta per due terzi dall’amministrazione comunale e per un terzo da quella provinciale. Fra le opere pubbliche realizzate in epoca fascista, ci sono l’edificazione del monumento ai caduti di Sona e la costruzione della piazza. Nel territorio, il bilancio della Seconda guerra mondiale fu pesante: i caduti militari furono 75, quelli civili 23. A questi numeri, si aggiungono quelli di vedove, orfani e invalidi. Gli autori hanno dedicato il volume «ai cittadini delle future generazioni, con la speranza e l’augurio che leggendo la storia civica di chi li ha preceduti condividano l’ importanza dei valori costituzionali di democrazia, solidarietà e accoglienza che hanno consentito di superare gli anni bui del regime fascista». •

Federica Valbusa