Studenti chiamati a Erbè Sette giorni di legalità per contrastare la mafia

Una settimana di attività lavorative, incontri con esperti e sessioni di studio alternate a momenti di svago per impegnarsi in prima persona nella lotta alla mafia. Un fenomeno che, a differenza di quanto molti pensano, non è più legato esclusivamente al Sud Italia, ma radicato in maniera autoctona anche nel Veronese. Dal prossimo 30 giugno, torna Diritti in campo, l’iniziativa nazionale che dal 2004 viene promossa da Arci, insieme alla Rete degli Studenti Medi, all’Unione degli universitari, Cgil e Spi-Cgil per la realizzazione dei cosiddetti «campi della Legalità» dove giovani di tutta Italia possano impegnarsi, su terreni confiscati alle mafie, lavorando e seguendo specifiche attività di formazione e informazione volte ad un unico obiettivo: restituire i beni alla comunità, renderli vivi ed animarli con iniziative culturali finalizzate alla difesa della democrazia, della legalità, della giustizia sociale, del diritto al lavoro e alla costruzione di comunità alternative alle mafie. Quest’anno, ad organizzare Diritti in campo nella zona del Veronese, precisamente ad Erbè sugli ormai noti 18mila metri quadrati di un bene (tra fabbricato e terreni) confiscato a un narcotrafficante e ritenuto il frutto dell’attività di spaccio di droga, è il Comitato Arci di Legnago. L’operazione di confisca fu portata avanti dall’ex procuratore di Verona Guido Papalia. Il Comitato, nell’affrontare per la prima volta questo importante e nuovo impegno, sarà affiancato in partenariato da altre realtà ormai veterane nel settore come l’Arci nazionale, Spi- Cgil, Cgil, Rete degli Studenti Medi. Udu, Arcisolidarietà Veneto, e Diritti per le nostre strade. Il campo della legalità ad Erbè, di cui fa parte anche il terreno dove il gruppo Scout Tartaro-Tione nel 2011 ha inaugurato la struttura utilizzata per il laboratorio del periodo estivo, sarà attivato dal 30 giugno al 6 luglio. Possono parteciparvi ragazzi e ragazze dai 16 ai 29 anni che dovranno sottoscrivere la propria adesione (al 347. 55.003.46; allo 0442. 26.053 o via mail all’indirizzo legnago@arci.it) entro domani, 23 giugno, facendo riferimento al coordinatore per l’Arci Massimo Totola. «Il progetto», spiega Claudia Bezzi, presidente dell’Arci Legnago, «ha coinvolto diversi istituti superiori nell’ambito dell’Alternanza scuola-lavoro. In questo modo, i ragazzi, oltre ad accumulare i crediti, potranno apprendere diverse attività manuali, approfondire la conoscenza del mondo del volontariato e dare il proprio importante contributo sul tema della legalità e della lotta alla mafia». «Un fenomeno», ricorda Simone Pernechele, del direttivo Arci Legnago, «che ci riguarda da vicino, più di quanto a volte si crede. Basti pensare alle 27 interdizioni per mafia registrate nella nostra provincia: un numero decisamente alto al quale i giovani non possono e non devono rimanere indifferenti. Per questo, ci auguriamo che la decina di posti ancora disponibili per il campo di Erbè siano presto occupati anche da studenti di Legnago visto che tra le venti adesioni già ricevute, alcune in arrivo perfino da fuori Regione, non ne abbiamo nemmeno una dalla nostra zona». Le attività seguite dai giovani, che per tutta la settimana pernotteranno nella struttura, saranno di tipo pratico al mattino, con sistemazione del parco, pulizia degli ambienti ed aiuto cucina, e prevalentemente teoriche nel pomeriggio. «Ci saranno», conclude Bezzi, «presentazioni di libri, incontri tenuti da Avviso pubblico e dibattiti con altri esperti, forse anche da rappresentanti della prefettura. Senza dimenticare, però, momenti dedicati allo svago e all’aggregazione. I risultati di quanto portato avanti nel corso della settimana confluiranno in una rappresentazione finale, mentre in settembre saranno presentati con un evento aperto a tutti».

Elisabetta Papa