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15.05.2019

Svelati i segreti delle prigioni

Appuntamento con la storia nella baita degli alpini di Lugagnano. Le penne nere della frazione, in collaborazione con Il Baco da Seta, organizzano una serata sul tema: «Prigionieri: ultimi fra le vittime. Il campo delle Beccarie del 1918». Domani alle 20.45, nella baita di via Caduti del Lavoro, si parlerà di un fatto poco conosciuto ma di grande rilevanza storica per il territorio sonese: la presenza a Lugagnano, in Corte Beccarie, di un campo di prigionia, che rimase attivo per un periodo a cavallo fra il 1918 e il 1919. «La mia tesi», spiega lo storico Massimo Gasparato, che condurrà la serata con Giovanni Zandonà, «è che il prigioniero sia la più negletta delle vittime della Grande Guerra: il conflitto scoppia all’apice dei nazionalismi ed in ogni Paese si crea il mito della Patria. Il combattente ed ancora di più il caduto è l’eroe per antonomasia. Seguono il mutilato, la vedova, l’orfano, il rifugiato. Molto meno indagato è il dramma del prigioniero, che torna a casa dopo sofferenze ancora maggiori». «La ricerca», aggiunge Gasparato, «si basa soprattutto sui preziosi documenti che mi ha fornito l’amico studioso Graziano Costa».

F.V.
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