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10.07.2019

«Pochi ascolti. Stop a dirette del Consiglio»

Un fotogramma di una diretta on line del Consiglio comunale di Sona
Un fotogramma di una diretta on line del Consiglio comunale di Sona

Considerando il numero ridotto di visualizzazioni, la ripresa in streaming del consiglio comunale risulta inutile, e quindi non ha senso mantenerla. Questo è il pensiero del sindaco di Sona Gianluigi Mazzi, che fin dall’inizio era stato molto scettico sull’attivazione di questo strumento. Ogni seduta può essere seguita in diretta attraverso un apposito canale Youtube a cui si accede cliccando su un link presente sulla home page del sito del Comune. I consigli comunali possono anche essere visti successivamente perché, sullo stesso canale, sono a disposizione le registrazioni. La prima diretta streaming era stata poco più di un anno fa, il 21 marzo del 2018. Per l’allora presidente del consiglio Roberto Merzi la trasmissione in diretta delle sedute avrebbe dovuto essere considerata «una iniziativa volta ad una politica trasparente e soprattutto ad aumentare la partecipazione dei cittadini alla attività amministrativa del proprio Comune». Chi è da sempre stato critico rispetto a questo strumento è proprio Mazzi, che adesso, a poco più di un anno dalla sua rielezione, dichiara: «Io penso che ad oggi lo streaming non stia svolgendo la funzione che i promotori si erano prefissati». E spiega: «Gli spettatori, sia quelli che seguono il consiglio in diretta che quelli che lo seguono successivamente, sono pochi. Tra l’altro c’erano poche persone che presenziavano al consiglio prima e, dall’attivazione dello streaming, ce ne sono ancora meno: in genere, non si arriva alla decina. Certo, può andare bene se viene pensato come uno strumento per tenere qualcosa a perenne memoria, ma non era quello lo scopo della proposta. Ritengo che se si va avanti così non ci sia motivo per continuare». Fino al 26 giugno 2019 ci sono state 6.192 visualizzazioni per un totale di 45.650 minuti, dati che però possono includere anche entrate plurime da parte dello stesso utente. La durata di visualizzazione media di un video è di 8 minuti e 44 secondi. Tutti possono guardare le sedute, ma gli iscritti effettivi al canale Youtube del Comune risultano solo 83, per il 65,2 per cento uomini; il 49 per cento delle visualizzazioni riconducibili a questi iscritti sono effettuate da utenti che hanno tra i 45 e i 55 anni. Il sindaco Mazzi solleva anche un altro problema, oltre a quello dei pochi spettatori: «Io ho notato che, da quando c’è lo streaming, nei consigli comunali c’è molto più esibizionismo di prima, anche nella bagarre. Questo lo si percepisce perché a volte chi parla fa riferimento a chi guarda la seduta da casa: sembra che abbiamo lo share della Rai, e invece in quel momento magari ci stanno guardando sei persone. E parlo di tutti, anche se lo vedo soprattutto da parte della minoranza. Sembra uno show per mostrare qualcosa». In sostanza, il sindaco Mazzi dice chiaramente che, per lui, lo streaming prima si chiude meglio è. A meno che non si trovi un modo per migliorare le sue funzionalità e favorire così una maggior visualizzazione. Il vicepresidente del consiglio, il leghista Edgardo Pesce, ha invece un’idea diversa sullo streaming, anche se pure lui evidenzia la criticità dello scarso utilizzo: «Lo strumento è valido», dice, «ma bisognerebbe implementarne la conoscenza. È vero che ci sono pochi utenti che guardano, però è anche vero che, così come sono strutturati, i consigli comunali non sono attrattivi per la gente. Più che lo streaming, bisognerebbe rivedere l’impostazione del consiglio, ma questo non dipende né dal sindaco né dall’amministrazione». «Sicuramente», aggiunge Pesce, «lo streaming aiuta a condividere maggiormente quello che si fa in consiglio e dà la possibilità a chi non può spostarsi da casa di tenersi informato. Io quindi lo terrei, perché tutto ciò che aiuta a rendere le informazioni più fruibili per i cittadini è da portare avanti». •

Federica Valbusa
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