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12.04.2019

Paese senza medici, raduno con proteste

Un abitante di Palazzolo interviene nell’asseblea pubblica con il sindaco Mazzi FOTO PECORAIl sindaco Gianluigi Mazzi al tavolo dei relatori
Un abitante di Palazzolo interviene nell’asseblea pubblica con il sindaco Mazzi FOTO PECORAIl sindaco Gianluigi Mazzi al tavolo dei relatori

I cittadini hanno chiesto all’amministrazione di impegnarsi ad affrontare la problematica della carenza dei medici di base a Palazzolo. E il sindaco Gianluigi Mazzi si è detto disponibile ad aprire un tavolo di confronto per discutere della situazione che sta creando disagio in paese. Almeno nell’immediato, però, non sembrano esserci strategie risolutive. Si spera nell’arrivo di un nuovo dottore nei prossimi mesi, ma la possibilità che qualcuno scelga Palazzolo per esercitare la professione non parrebbe così facilmente concretizzabile e, rispetto a questo, il Comune non può fare nulla: «Non possiamo obbligare i medici a venire», ha detto Mazzi. LA FOLLA. Questo è emerso martedì, durante la serata organizzata nella sala del Circolo Noi di Palazzolo, dopo che in paese sono state raccolte circa 450 firme di cittadini che esprimevano preoccupazione per il futuro del servizio dei medici di famiglia. Tantissimi i presenti, molti anche in piedi. I fatti sono questi: da quando la dottoressa Marina Bar ha deciso di lavorare solo a Lugagnano e il dottor Ivo Pierobon è andato in pensione, i medici che ricevono nell’ambulatorio di via Gatta sono rimasti solo in due, cioè la dottoressa Grazia Lombardo e il dottor Gaspare Di Stefano, che hanno però già raggiunto il numero massimo di pazienti e non possono accoglierne altri. I PROBLEMI. Questo comporta un disagio per i cittadini, soprattutto anziani, che prima avevano il medico a Palazzolo e ora sono costretti a recarsi in altri paesi. Per chi non ha la macchina e non può contare su qualcuno che lo accompagni, la situazione è problematica. Oltretutto, per Lombardo e Di Stefano l’essere rimasti in due ha comportato un notevole aggravio delle spese dell’affitto e delle utenze dell’ambulatorio, che prima erano invece divise per quattro. E i cittadini della frazione temono che, prima o poi, anche i due medici rimasti potrebbero andarsene, a causa degli importi troppo gravosi che devono pagare a Palazzolo. L’INCUBO. «Se noi decidessimo di lasciare Palazzolo», ha spiegato Di Stefano, «la frazione si troverebbe senza medici di famiglia con conseguenze per la popolazione che non voglio nemmeno immaginare. Tra l’altro, in quel caso, la farmacia non avrebbe più motivo di esserci perché, facendo le ricette in altri paesi, i pazienti si fermerebbero là a prendere i medicinali». Di Stefano e Lombardo hanno comunque rassicurato i cittadini: la loro intenzione è quella di restare. E il sindaco Mazzi ha escluso categoricamente la possibilità della chiusura della farmacia: «Abbiamo ordinato il mobilio nuovo e arriverà un nuovo farmacista», ha detto. NUMERO DI ABITANTI. L’assegnazione del numero di medici viene fatta in base agli abitanti del Comune e non a quelli delle singole frazioni, e il medico ha facoltà di scegliere dove ricevere i pazienti nel territorio comunale: la situazione sonese è che la maggior parte dei dottori riceve a Lugagnano, alcuni hanno ambulatori in più paesi per venire incontro alle esigenze dei pazienti, e comunque c’è una carenza di tre medici rispetto a quelli che sarebbero previsti per il numero complessivo di residenti. IN PENSIONE. «Negli anni, in questo territorio sono andati in pensione un sacco di medici», ha spiegato la dottoressa Lombardo, «e, nonostante la Regione abbia bandito posti, nessuno è venuto qua. La dottoressa Danila Pisani (arrivata a Sona da poco, ndr) l’ho quasi pregata di venire, ma nel frattempo il dottor Pierobon è andato in pensione». Recentemente la Regione ha pubblicato un decreto per l’inserimento di tredici nuovi medici nell’ambito territoriale 2 del Distretto 4 Ovest veronese e l’esito della procedura si dovrebbe conoscere entro luglio; tuttavia, anche se un medico dovesse arrivare a Sona, non è detto che sceglierebbe di ricevere i pazienti a Palazzolo. POCHE SPERANZE. La dottoressa Pisani, che prima lavorava nel vicentino e ora si è trasferita nell’ambulatorio di Sona, si è detta scettica: «Io penso che, anche nei prossimi mesi, non arriverà nessuno», ha affermato, spiegando anche che la sua decisione di venire a Sona è stata una scelta di vita. E quando i cittadini le hanno chiesto se lei fosse disponibile a ricevere i pazienti a Palazzolo ha risposto che è propensa a mantenere solo un ambulatorio. «Forse Palazzolo non viene scelto per l’affitto?», ha chiesto qualcuno in sala. In realtà, anche a Sona e a San Giorgio in Salici, dove le strutture sono comunali, i dottori pagano l’affitto, ma sulla base di una convenzione con il Comune, che include nell’importo anche luce, acqua e riscaldamento; a Palazzolo invece non c’è un luogo pubblico che possa ospitare l’ambulatorio, che al momento è in una struttura privata. AMBULATORIO. «In futuro abbiamo intenzione di dotare la frazione di spazi pubblici, fra cui una sala civica», ha detto il sindaco Mazzi, «e potrebbe essere previsto anche l’ambulatorio». Ma questa proiezione sul futuro non è risolutiva nel presente. La questione dell’affitto è emersa più volte durante la serata, tanto che qualcuno dei presenti ha addirittura proposto che il Comune lo paghi per i medici di Palazzolo, ma Mazzi ha chiarito: «Il Comune non può sostituirsi ai medici nel pagare l’affitto della struttura privata». Cosa può fare allora in concreto l’amministrazione per risolvere il problema? «Sensibilizzare Regione e Ulss rispetto alla carenza di medici, e questo lo abbiamo fatto, chiedendo che fra i tredici nuovi dottori previsti uno arrivi nel nostro territorio», ha chiarito il sindaco, «e nel caso in cui nessun nuovo medico dovesse arrivare a Palazzolo possiamo prevedere per gli anziani un servizio di accompagnamento, in modo che possano raggiungere gli ambulatori di altri paesi». •

Federica Valbusa
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