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01.12.2019

Mancano medici, frazioni in rivolta

I cittadini che hanno affollato la sala a San Giorgio in Salici FOTO PECORA
I cittadini che hanno affollato la sala a San Giorgio in Salici FOTO PECORA

Un duro attacco al sindaco Gianluigi Mazzi, le proposte di far arrivare un dottore da un altro Comune e di una raccolta di firme se non ci sarà una soluzione entro una settimana. Questo è emerso dalla serata organizzata dai consiglieri di opposizione di Lega e Progetto Comune, che hanno voluto incontrare i cittadini nella sala civica di San Giorgio in Salici per parlare di una questione che sta sollevando molta preoccupazione: la prospettiva che nel 2020 l’ambulatorio comunale di via Don Castello resterà senza medici di base. La stessa sorte toccherà all’ambulatorio di via Gatta, che è invece in un immobile di proprietà privata, nella frazione di Palazzolo. Davanti ad una platea numerosissima, si sono seduti i leghisti Gaspare Di Stefano, presente anche in quanto medico di famiglia, Edgardo Pesce e Antonella Tortella, e i rappresentanti di Progetto Comune Flavio Bonometti e Nicolò Ferrari. I FATTI. Il dottor Di Stefano, che andrà in pensione con il nuovo anno, e la dottoressa Alessia Massarutto hanno comunicato al Comune la volontà di rescindere il contratto di locazione dell’ambulatorio di via Don Castello, rispettivamente dal primo gennaio e dal primo marzo. Con il pensionamento di Di Stefano, lascerà Palazzolo anche la dottoressa Grazia Lombardo che, come la collega Massarutto, continuerà a ricevere solo a Sona: se restasse si troverebbe infatti da sola a sostenere le spese dell’ambulatorio di via Gatta, spese che erano già aumentate quando, dopo che Ivo Pierobon era andato in pensione e la dottoressa Marina Bar aveva deciso di ricevere i pazienti solo a Lugagnano, i medici della frazione da quattro erano rimasti in due. Non solo uno, ma due sono quindi gli ambulatori che rischiano di chiudere nel 2020: quello di San Giorgio in Salici e quello di Palazzolo, con la conseguenza che i cittadini delle due frazioni dovranno cercare medici di base in altri paesi, situazione che creerebbe un disagio notevole soprattutto per le persone anziane che non hanno i mezzi per spostarsi. I COSTI. Di Stefano ha parlato anche dei costi dell’ambulatorio comunale di via Don Castello: «L’amministrazione del sindaco Mazzi ha aumentato in modo discutibile l’affitto: prima pagavamo una quota mensile, poi hanno deciso di farci pagare in base ai giorni di accesso. Per contenere i costi, che diventavano proibitivi, abbiamo quindi scelto di ridurre gli accessi: io da quattro li ho ridotti a tre, e gli altri due medici che ricevevano a San Giorgio in Salici da tre li hanno ridotti a due, con la conseguenza che gli accessi totali sono scesi da dieci a sette». E ha spiegato: «L’affitto che mi sono trovato a dover pagare a San Giorgio in Salici è quindi passato da 90 a 120 euro mensili, perdendo un giorno alla settimana». La questione dei costi incide in maniera significativa: va infatti considerato che, per venire incontro alla popolazione, diversi medici ricevono in più paesi del Comune. «Avremmo potuto chiudere l’ambulatorio di Palazzolo dopo che è andata via la dottoressa Bar, ma non lo abbiamo fatto. Ci abbiamo rimesso dei soldi, abbiamo fatto dei sacrifici. Ora è il momento che l’amministrazione faccia la sua parte», ha aggiunto il consigliere leghista. LE FARMACIE. Nel 2020 chiuderà anche il dispensario farmaceutico di San Giorgio in Salici: la titolare ha infatti comunicato al Comune la volontà di recedere dal contratto di locazione dal prossimo primo aprile. L’attività non è abbastanza redditizia da giustificarne, dal punto di vista economico, la continuazione. Di Stefano, attraverso un calcolo effettuato alla lavagna, ha mostrato come la contrazione dei giorni di accesso all'ambulatorio e la conseguente riduzione delle ricette fatte ai pazienti di San Giorgio in Salici abbiano delle ricadute negative anche sui guadagni del dispensario farmaceutico. Un ragionamento è stato fatto pure sulla farmacia comunale di Palazzolo: «Se i cittadini della frazione saranno costretti ad andare dal medico in un altro paese, a Sona o a Bussolengo ad esempio, chi è che poi andrà a prendere i medicinali nella farmacia di Palazzolo?», ha chiesto Bonometti. LA SOLUZIONE. Secondo Di Stefano, la soluzione potrebbe esserci: «Il sindaco può trovare un medico in pochi giorni: se gli dà l’ambulatorio gratuitamente, questo arriva subito», ha dichiarato. Il consigliere leghista ha spiegato di aver ricevuto dal dottor Barbieri dell’Ulss 9 l’informazione che ci sarebbero almeno sei medici nelle vicinanze che hanno pochi assistiti; una strada da percorrere potrebbe essere quindi quella di chiedere a tali medici se qualcuno è disposto a venire a San Giorgio in Salici. Rivolgendosi ai cittadini, Di Stefano ha quindi detto: «Dovete chiedere al sindaco di farsi dare l’elenco di questi dottori e di contattarli uno per uno per capire se accettano o no». È stato spiegato infatti che se il medico che arriva è dello stesso ambito territoriale, che nel caso di Sona è quello dell’ex Ulss 22, allora non serve il bando regionale. Un cittadino si è poi rivolto direttamente a Di Stefano, chiedendo: «Ma se l’amministrazione le pagasse completamente l’affitto, lei rimarrebbe?». Troppo tardi adesso, dimissioni già rassegnate e non più revocabili, ha risposto lui. LA POLEMICA. Lega e Progetto Comune hanno accusato il sindaco Mazzi di non aver mantenuto la promessa fatta ad aprile di aprire un tavolo di confronto per affrontare il problema. «L’amministrazione», ha affermato Di Stefano, «ha evitato il confronto con noi come se fossimo appestati. Vista la mia esperienza medica e amministrativa, avrei potuto dare una mano. Io sono disposto a fare un grande atto di umiltà: cospargermi il capo di cenere mettendo da parte qualsiasi tipo di polemica e proponendo a Mazzi di lavorare insieme, ma voglio che dal primo gennaio ci sia una soluzione praticabile». La maggioranza, che alla serata organizzata dall’opposizione non era presente con nessun esponente, ha organizzato per giovedì alle 20.45 un incontro sui servizi di medicina di base, sempre nella sala civica di via Don Castello. «Mi auguro che il sindaco quella sera venga qua a dire che ha la soluzione», ha concluso Di Stefano, «perché la strada c’è ed è percorribile. Se non sarà così, allora istituite un comitato di cittadini di San Giorgio in Salici e Palazzolo, e promuovete una raccolta di firme». •

Federica Valbusa
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