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07.11.2019

Crisi sanità, lasciano altri due medici di base

Un medico di base al lavoro nel suo studio
Un medico di base al lavoro nel suo studio

Nel 2020 l’ambulatorio di via Don Castello, a San Giorgio in Salici, rimarrà senza medici di base. I due dottori che attualmente esercitano la professione nell’immobile di proprietà del Comune, cioè Gaspare Di Stefano e Alessia Massarutto, hanno comunicato la volontà di rescindere il contratto di locazione, rispettivamente dal primo gennaio e dal primo marzo. A Sona si torna quindi a parlare della carenza di medici di base, problema che costituisce un’emergenza a livello regionale. In primavera, la questione era esplosa a Palazzolo, dopo che i dottori della frazione, che ricevono i pazienti nell’ambulatorio di via Gatta, da quattro erano rimasti in due, con il conseguente aggravio delle spese dell’affitto, delle utenze e delle pulizie a loro carico. I TIMORI. I cittadini, preoccupati che i due medici rimasti lasciassero Palazzolo proprio per i troppi costi che si sono trovati a dover sostenere, avevano raccolto centinaia di firme per chiedere a Comune e Ulss di fare tutto il necessario per scongiurare la chiusura del servizio. Questa situazione aveva portato l’amministrazione ad indire un incontro pubblico, in cui era emersa la speranza che, nei mesi successivi, potesse arrivare un nuovo dottore, a seguito della pubblicazione da parte della Regione di un decreto per l’inserimento di tredici nuovi medici nell’ambito territoriale 2 del Distretto 4 Ovest veronese. SITUAZIONE DI CRISI. In realtà, ad oggi la situazione non è cambiata: nessun nuovo dottore ha scelto la frazione di Palazzolo per esercitare la sua professione, e i medici che ricevono i pazienti nell’ambulatorio di via Gatta (che, a differenza degli ambulatori di Sona e San Giorgio in Salici, è in un immobile di proprietà privata) sono sempre due, cioè Grazia Lombardo e Gaspare Di Stefano. Quest’ultimo, che dal prossimo primo gennaio smetterà di esercitare sia nell’ambulatorio comunale di San Giorgio in Salici che in quello sempre comunale di Sona, avrebbe la possibilità di andare in pensione già nel 2020, ma potrebbe anche rimanere in servizio fino al 2022: «Non ho ancora deciso cosa fare, sto ancora valutando», dice a questo proposito. Dal primo marzo, la dottoressa Massarutto continuerà invece a ricevere i pazienti solo a Sona, e non più a San Giorgio in Salici. MOSSE DEL COMUNE. L’assessore alle politiche sociali Elena Catalano non nasconde la preoccupazione per la situazione di San Giorgio in Salici: «La mancanza di medici nella frazione comporterà un grave disagio, soprattutto per le persone anziane. Però si tratta di scelte su cui noi non possiamo incidere. Stiamo cercando di trovare una soluzione. L’idea è quella di attivare un servizio di trasporto sociale verso gli ambulatori degli altri paesi: se non arriverà un nuovo medico, potremo solo cercare di portare le persone dove i medici ci sono». Il sindaco Gianluigi Mazzi spiega che, durante un incontro che si è tenuto presso la sede dell’Ordine dei medici di Verona in cui si discuteva proprio del problema della carenza di medici di base nel veronese, è emerso che nel territorio dell’Ulss 9 Scaligera ci sono ancora 81 posti vacanti. Si tratta di zone che necessitano di avere un medico di base, ma che non vengono scelte da nessun dottore. FENOMENO DIFFUSO. «La carenza dei medici», dichiara il primo cittadino, «è un problema a livello regionale. Nei luoghi più lontani e a minor densità abitativa i dottori non vanno. Tra l’altro, la normativa regionale incoraggia la medicina di gruppo integrata, in base a cui i medici si dividono gli spazi in orari diversi per garantire la copertura giornaliera ai pazienti, e questo contrasta con la necessità di avere ambulatori anche nelle zone periferiche o più disagiate. Oltretutto, ci sono sempre meno persone che accettano di fare i medici di base, e ci sono invece sempre più specializzazioni». •

Federica Valbusa
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