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14.05.2019

Bufera sulla vignetta per le mamme

La vignetta per gli auguri alle mamme finita nella bufera
La vignetta per gli auguri alle mamme finita nella bufera

Abito rosa, scarpe coi tacchi, sei braccia per brandire aspirapolvere, scopettone, panno per pulire, un piatto appena cucinato e un neonato. È la mamma non del 1950, ma del 2019, secondo il Comune di Sona che domenica ha pubblicato su Facebook una vignetta che ritrae una donna con queste sembianze e la scritta: «Auguriamo a tutte le mamme di continuare a farcela!». Secondo l’assessore Monia Cimichella, delegata alla famiglia e alle pari opportunità al Comune di Sona, era un augurio ironico. Ma non è piaciuto molto. E in pochi minuti la vignetta ha sollevato un polverone. Tra le prime a sottolineare che l’immagine sia offensiva è stata Marta Benato, insegnante di lettere alle scuole medie, originaria di Sona e residente a Verona: «Le madri non sono solo quella cosa lì, sono donne che lavorano e hanno una loro identità. La vignetta veicola ancora l’immagine della madre come esclusivamente schiava della casa e con tutta la gestione familiare sulle spalle». Per parare il colpo, Cimichella ha allora inserito una seconda vignetta con una donna al computer che con i piedi bada ai figli e con l’altra mano cucina. Di male in peggio. Le donne hanno osservato non solo gli stereotipi con i quali è stata rappresentata la donna-mamma, ma anche la solitudine della protagonista che non ha nessuno al fianco. Gli uomini si sono aggregati per ricordare che la figura maschile non è solo quella che contribuisce a «sfornare il pupo». C’è chi ha definito l’iniziativa sessista, chi ha invitato le istituzioni più che a ironizzare augurando alle donne di «continuare a farcela», a dare risposte di sostegno. Chi ha chiesto di proporre modelli nuovi, anziché ironizzare sui vecchi, ricordando che le mamme si contraddistinguono per tanti altri aspetti. È arrivata, infine, la politica. Elisa La Paglia, consigliera comunale di Verona del Partito democratico ha scritto: «A differenza del Comune di Sona, care mamme, oggi vi auguro che il lavoro domestico sia condiviso con il vostro partner! Vi auguro che i servizi (trasporti, mense, orari scolastici, flessibilità oraria al lavoro) siano tali da permettere di gestire famiglia e lavoro senza dover per forza diventare superwoman. Non c’è da continuare, c’è da rivoluzionare». Luisa Galeoto, già consigliere comunale (ex M5S oggi Italia in Comune) di Sommacampagna e candidata al consiglio comunale con la civica dell’amministrazione uscente di centrosinistra, ha gettato, invece, acqua sul fuoco: «Va capito il testo che è sottile. “Di continuare a farcela”, che significa nonostante tutto. E in Italia, signori, per troppe donne la situazione è ancora quella della vignetta. Purtroppo». Stempera anche la veronese Elena Traverso, presidente della Commissione pari opportunità del Veneto, che oggi definisce «uno scivolone» l’iniziativa di Sona: «Rappresentare così la mamma di oggi è superficiale e sbagliato», ci dice, «penso però che sia stato fatto in buona fede. Se ancora oggi nell’immaginario di qualcuno il ruolo della mamma è rappresentato così, significa che il lavoro da fare, da parta nostra, è ancora tanto». •

Maria Vittoria Adami
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