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07.06.2019

Accordo tra il Comune e Telefono Rosa per la difesa delle donne

La fase della sottoscrizione della convenzione
La fase della sottoscrizione della convenzione

Firmata la convezione tra il Comune di Sona e il Telefono Rosa di Verona. Lo sportello, che offre ascolto e supporto psicologico e legale alle donne vittime di violenza, è già attivo. Si trova in un luogo che non può essere rivelato, per garantire la protezione delle persone che si rivolgono all’associazione. Le attività vengono svolte dai soci del Telefono Rosa a titolo di volontariato. Non c’è alcun costo a carico delle donne che chiedono aiuto al servizio, e viene loro assicurato l’assoluto anonimato. La convenzione, che prevede che il Comune si impegni a pagare 650 euro all’anno a titolo di rimborso spese, è stata firmata dal segretario comunale di Sona Emilio Scarpari e dalla presidente provinciale del Telefono Rosa Lorella Don, alla presenza del sindaco Gianluigi Mazzi, degli assessori Monia Cimichella, Elena Catalano e Gianmichele Bianco, della consigliera Katia Rigo e del presidente del consiglio Mattia Leoni. C’erano anche assistenti sociali ed educatrici del Comune, Paolo Giavoni dell’Ulss 9 Scaligera, il maresciallo dei carabinieri di Sommacampagna Eddy Boscarato e il rettore dell’Università popolare di Sona Nora Cinquetti. Lo sportello opera in sinergia con i servizi sociali comunali. Fra le attività previste dalla convenzione, c’è anche l’organizzazione di incontri e dibattiti pubblici sul tema della violenza sulle donne. L’idea è anche quella di andare a parlare del fenomeno nelle scuole. «La violenza sulle donne, da quella economica a quella fisica», afferma l’assessora Cimichella, che ha la delega alle pari opportunità, «è sempre esistita. Ma adesso non abbiamo più scuse. Dobbiamo fare rete intorno a quelle che ce la fanno a chiedere aiuto (solo il 10 per cento) e far capire a quelle che ancora non ce l’hanno fatta che si possono fidare. Molto è stato fatto, ma serve accendere un faro sulla consapevolezza che spesso le donne non hanno. Siamo qui per questo. Per capire insieme e poi agire». Lo sportello di Sona si è aggiunto a quelli di Negrar, Bussolengo, Caprino e San Giovanni Lupatoto. Cimichella spiega che sta contattando gli altri Comuni, per parlare loro di questa possibilità e per invitarli a fare rete. «Voglio convincere gli altri Comuni che si tratta di una cosa importante», spiega l’assessora, «e che in ogni punto della provincia deve esserci un luogo dove una donna che è vittima di violenza può chiedere aiuto».

Federica Valbusa
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