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17.01.2020

Merce rubata dai camion, presa la banda

Un’auto dei carabinieri di Villafranca e un investigatoreMarzio Bruno Guidorizzi
Un’auto dei carabinieri di Villafranca e un investigatoreMarzio Bruno Guidorizzi

Rubavano e poi rivendevano di tutto, dall’acciaio ai condizionatori, dall’Amarone «limited edition» allo champagne, dalle casse di Franciacorta alla plastica industriale. Rubavano anche i mezzi con i quali effettuavano i furti - e poi li incendiavano per cancellare ogni traccia - e il gasolio. Insomma una sorta di filiera completa quella al cui vertice c’era Federico Miglioranzi, classe 1991, di Sommacampagna, che poteva anche contare su luoghi in cui «stoccare» la merce prima di piazzarla, ovvero il capannone che aveva preso in affitto e quello invece di proprietà del padre Corrado, a Sommacampagna. Un’indagine fatta di appostamenti, intercettazioni e inseguimenti quella effettuata dai carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile dei carabinieri di Villafranca culminata alcuni giorni fa con otto arresti, quelli disposti dal gip Marzio Bruno Guidorizzi firmatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari. Ventitrè capi di imputazione, i reati vanno dal furto aggravato alla ricettazione, dal riciclaggio all’incendio e a cinque componenti del sodalizio composto da italiani e cittadini stranieri, il giudice contesta l’associazione per delinquere «perché si associavano allo scopo di commettere più delitti contro il patrimonio, furti e ricettazioni, su semirimorchi in sosta in aree di parcheggio pubblico, di notte e mascherando l’attività illecita con quella lecita di autotrasportatore esercita da Federico Miglioranzi». Lui l’organizzatore e promotore dell’associazione, il padre Corrado, classe 1958, Mihaita Radu (rumeno classe 1969), Ionut Scorneica (anch’egli rumeno dell’80) e Marian Dorel Turcu (nato nel 1978 e residente a Verona) nel ruolo di partecipanti. Per i primi quattro il dottor Guidorizzi, su richiesta del pm, ha disposto la custodia cautelare in carcere, Turcu e gli altri indagati Andrea Guizzardi, classe 1974 di Castagnaro, Bendaoud Razouqi, marocchino del ’92 residente nel Modenese e Andrea Tosetto, svizzero del 1964 residente a Badia Polesine, sono agli arresti domiciliari. In una ventina di pagine il gip descrive il quadro accusatorio formato da una miriade di furti compiuti tra aprile e luglio 2019 a partire da quello di 190 condizionatori della Unical del valore commerciale di circa 170mila euro custoditi in un container di proprietà di una società di trasporti del Reggiano, la Trasporti intermodali europei srl, proprietaria del anche del rimorchio. In questo caso Turcu e il giovane Miglioranzi eseguirono materialmente il furto (forzarono il portellone del contanier per prelevare la merce) mentre il padre nascose il mezzo nel capannone. Un copione messo in atto anche ai danni della Autotrasporti Bommartini di Soave il 29 aprile (sparirono 30.800 chili di acciaio in barre che si trovavano su rimorchio che venne agganciato alla motrice e trasferito poi a Sommacampagna dove sarebbe stato poi svuotato). Quel rimorchio venne modificato e poi rivenduto il giorno seguente. Stesso sistema anche per il rimorchio della Autotrasporti Bonaldi di San Pietro in Cariano che conteneva oltre 26mila chili di plastica destinati ad un’azienda di Forlì. Rubarono un’auto (che venne incendiata) e il furgone di un padroncino. Quando Guizzardi e Tosetto acquistarono 14 condizionatori venne loro consegnato anche un documento di trasporto falso. L’organizzazione provvedeva a tutto. Oggi iniziano gli interrogatori in carcere. •

Fabiana Marcolini
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