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16.12.2014

Gli appassionati della pipa scambiano segreti e miscele

Giacomo Penzo
Giacomo Penzo

Giovani in maglione e jeans, personaggi dal look retrò, sportivi ed eleganti, ragazzi e adulti si sono riuniti sotto una coltre di fumo dalle mille sfumature di tabacco per testimoniare che la pipa non è «roba per vecchi» né esclusiva di club ingessati e seriosi. Ma è la compagna delle ore trascorse in lentezza, dei minuti di pace, dei momenti conviviali di chiacchiere e amicizia.
È, soprattutto, nemica della vita frenetica e veloce incarnata dall'antitetica sigaretta.
Ne sono convinti i membri del club «I totali imbecilli con la pipa», presieduto da Antonio Pinter di Milano, che si sono incontrati in una sessantina per un pranzo sociale al Pico Verde di Custoza (Sommacampagna), trascorrendo il pomeriggio tra un antipasto, una fumata e una chiacchiera, curiosando tra le pipe di artigiani, confrontandosi su miscele e tabacchi e consigliandosi su forme e materiali usati per le pipe.
Un incontro goliardico nel quale è emersa tutta la passione per questo oggetto che richiama ad altre epoche, ma che rappresenta un mondo di nicchia sempre più numeroso. Nato quasi per gioco, il club oggi raggruppa circa 160 persone tra fumatori e artigiani del centro-nord Italia. E annovera un campione di «lento fumo»: il veneziano Mauro Cosmo.
Dalla radica al corbezzolo, fino al silicato della schiuma di mare, il materiale usato per la pipa cambia, esaltando in modo diverso il tabacco utilizzato. C'è quella raffinata con gli inserti di corno di cervo e quella più rustica a forma di vulcano. Liscia o lavorata per sabbiatura, la pipa, nelle forme più disparate, è un oggetto da collezionare che dura generazioni. Ed è amata anche tra i ragazzi: Giacomo Penzo, di Vicenza, ha 23 anni ed è un artigiano di pipe.
«I giovani si stanno avvicinando a questo mondo e c'è sempre più ricerca del pezzo esclusivo, fatto a mano, di particolare qualità», racconta mostrando i modelli Billiard, Dublin, Rodesia. «Il lavoro artigianale sa rispondere ai requisiti richiesti di funzionalità ed estetica».
E il mercato è in crescita. In Italia la tradizione della pipa è antica e si è sviluppata in Brianza e nel Pesarese. I pezzi prodotti, che possono andare dai 120 ai 300 euro, sono molto richiesti negli Stati Uniti, in Cina e in Russia. «Qui abbiamo i migliori artigiani. La radica si trova nei paesi sulle coste del Mediterraneo dove viene raccolta, portata nelle segherie e l'artigiano l'acquista lasciandola però stagionare per ben due anni», spiega.
Ma perché fumare la pipa? «Per degustazione», spiegano all'unisono i fumatori che frugano tra le migliaia di tipologie di tabacco e di miscele, da quelle aromatizzate alla classica English mixture, dal sapore affumicato. «Con la pipa si possono degustare perché il fumo resta in bocca, esce dal naso tutt'al più. Non va nei polmoni, quindi è più salutare la pipa, che soprattutto ti dà la resa degli aromi in bocca. La radica, inoltre, partecipa ai sapori. Il tabacco così si degusta come un calice di vino o di whisky».
E per farlo appieno occorre calma e pazienza.
«Come c'è differenza tra chi beve alcol per ubriacarsi e chi lo fa per il gusto di conoscere il vino, così accade per la sigaretta che è un prodotto consumistico e la pipa che invece richiede cura e tempo, perché si deve scegliere la miscela e caricarla», spiega Rudi Reggiani, di Custoza.
Fabio Pavanello, di Verona, nel 1999 ha chiuso con le sigarette: «Una mattina mi sono svegliato con una tosse incredibile e ho detto basta. Da allora solo pipe e oggi ne ho 146». Non le utilizza tutte, collezionarle diventa una passione. «Non è come tenere una sigaretta, è un rito: prepari la pipa, scegli il tabacco, lo gusti, fumando lento». «Ci si appassiona all'oggetto che ti fa compagnia», gli fa eco Andrea Lamberti, di Padova. «Ti unisce ad altre persone perché è una passione che accomuna e stimola la conversazione. E a casa è il momento della pace. Io fumo in una stanzetta apposita».
C'è chi ha iniziato da solo, chi seguendo il fratello, il padre o il nonno e chi... il marito.
Simona Ciaccioli, di Perugia, fuma la pipa da un anno.
«A forza di sentir parlare di tabacco da mio marito ho voluto provare», racconta. «Per una donna è inusuale: quando giro per le strade la gente mi indica stupita, ma a me piace».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Maria Vittoria Adami
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