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08.07.2020 Tags: Villafranca di Verona

Sera con doppio concerto questo sabato al castello

L’11 luglio, sabato, saranno 161 anni da quando, a Villafranca, venne firmato l’armistizio. Attorno al tavolo di palazzo Bottagisio, allora, c’erano Napoleone III e Francesco Giuseppe. Per l’occasione il castello scaligero ospiterà un concerto che farà da apripista all’estate musicale villafranchese. Alle 21 di sabato prossimo dunque il Duo visse d’arte, formato da Antonio Granata e Chiara Soave, e Amadeus Piano Duo, di Valentina Fornari Alberto Nosè, inaugureranno #Villafrancanonsiarrende: slogan scelto per l’estate 2020. «Siamo felici di far parte di questo evento e sono contenta di tornare a suonare nella mia città», spiega Soave. «Questo concerto», continua, «dà un segnale di ripartenza alla cultura in generale». Il programma del Duo visse d’arte prevede arie d’opera. Quindi si esibirà l’altro duo, quello di Nosè che spiega: «Sono villafranchese di nascita e per me è bello suonare in una location che era nei nostri sogni». «Il concerto», aggiunge il vicesindaco Francesco Arduini, «ha valenza storico-culturale. Volevamo essere presenti con questo evento e lo facciamo con quattro artisti di livello internazionale. Sono molto soddisfatto, nonostante la difficoltà legate al coronavirus». Accorgimenti legati alla pandemia che, comunque, saranno stringenti. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento posti a sedere, ma bisognerà prima registrarsi. Lo si può fare seguendo dei semplici passaggi sul sito del Comune, sulla App oppure sui canali social istituzionali. L’alternativa è di compilare il modulo (nome, indirizzo e numero di telefono che verranno conservati per due settimane) prima di accedere al castello. «L’evento», sottolinea l’assessore alla cultura Claudia Barbera che organizza in collaborazione con l’associazione Quattro quarti, «rappresenta al meglio la ripartenza. L’11 luglio per Villafranca è una data importante e questo concerto ci consente di recuperare qualcosa dalla programmazione pre-covid». «Il castello», continua Barbera, «riapre così le porte alla musica dal vivo».

N.V.
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