Scambi di libri nelle cabine del telefono

Un disegno su come saranno trasformate le cabine telefoniche
Un disegno su come saranno trasformate le cabine telefoniche

Le cabine telefoniche dismesse diventano punti informativi e di book-crossing, cioè il posto in cui vengono lasciati e prelevati libri gratuitamente. Le prime due verranno allestite a Palazzolo e a San Giorgio in Salici, e ne seguiranno altre due a Sona e a Lugagnano. All’interno verranno inserite delle librerie, per lo scambio di volumi fra i cittadini. Ci sarà inoltre materiale informativo, che illustrerà le iniziative organizzate nella zona, e saranno messi a disposizione opuscoli turistici per la promozione del territorio. Le cabine saranno dotate di un pannello fotovoltaico e di una piccola batteria di accumulo per l’erogazione di energia, che potrà servire per il caricamento di cellulari o di altri dispositivi degli utenti. La struttura esterna verrà riadattata per rendere le cabine un elemento di arredo urbano: ai lati, saranno infatti attaccate due panchine della lunghezza di un metro. Si inizierà nelle frazioni: entro quest’anno, le prime due cabine verranno collocate a Palazzolo, in piazza IV Novembre, nell’area verde antistante l’ufficio postale, e a San Giorgio in Salici, in via Don Castello, nell’area verde del centro servizi. Il sindaco Gianluigi Mazzi racconta così l’origine di questa idea: «Tutto è nato quando Telecom mi ha chiamato per dirmi che avrebbe dismesso le cabine telefoniche. Un po’ perché sono appassionato di storia un po’ per una sorta di valore affettivo, ho chiesto cosa ne avrebbero fatto, e mi hanno risposto che le avrebbero buttate. Io ho pensato che avrei potuto utilizzarle per un servizio aggiuntivo alla comunità. Una era rimasta a Lugagnano, e ho chiesto di poterne avere altre tre». Telecom ha messo gratuitamente a disposizione del Comune le quattro cabine, mentre ammonta a quasi 44 mila euro la spesa complessiva per il trasporto, la sistemazione e la posa. L’assessore alla cultura Gianmichele Bianco, che ha seguito l’iniziativa, commenta: «Le cabine telefoniche sono sempre state un punto di aggregazione storicamente presente nei nostri territori. Ma l’avvento dei cellulari le avevano fatte scomparire. Noi le abbiamo volute rivitalizzare e ricollocare, al tempo degli smartphone, dando loro una nuova identità: un centro di cultura e di aggregazione». E aggiunge: «Conterranno libri, opuscoli, riviste, per fare in modo che ognuno di noi, dai bambini agli adulti, possa trovare qualcosa che lo incuriosisca e che lo trattenga per ricreare le relazioni. Quelle relazioni di paese che purtroppo stiamo sempre più perdendo». •

Federica Valbusa