Patenti false e auto bulgare Mille sorprese per i vigili

Un’agente della polizia municipale a un posto di blocco
Un’agente della polizia municipale a un posto di blocco
Un’agente della polizia municipale a un posto di blocco
Un’agente della polizia municipale a un posto di blocco

Il controllo era uno di quelli di routine. La polizia municipale parcheggiata a lato strada sulla Postumia, paletta alzata. «Patente e libretto». Ma l’automobilista romeno fermato, con la consorte seduta a fianco nell’utilitaria con targa bulgara, sembrava un po’ agitato. Aveva l’assicurazione, ma la patente l’aveva lasciata a casa. I vigili hanno chiesto la carta d’identità, ma l’uomo aveva dimenticato l’intero portafogli. «Andiamo a prenderlo», han detto i vigili. «No, ce l’ho in cantiere», ha risposto il romeno. Ma le scuse sono finite quando gli agenti hanno fatto un controllo dell’auto vedendo sotto il sedile un borsello. C’erano i documenti dell’automobilista dentro, e pure la patente. «No quella non va bene», ha infine spiegato l’automobilista, ammettendo che l’aveva comprata. Costo: 2.500 euro. L’uomo è stato denunciato. È una delle tante storie collezionate in queste settimane dalla polizia municipale di Villafranca che ha infittito le operazioni di controllo sulle auto in circolazione. E sulla documentazione necessaria per viaggiare si è aperto un vaso di Pandora tra patenti «modificate» e certificati di revisione fasulli. «Molti stranieri che fermiamo hanno patenti contraffatte con una particolarità: spesso sono romeni che viaggiano con auto con targa e documenti bulgari», spiega il comandante della polizia municipale Angelo Competiello. Nel caso su citato la patente era estera e con una lente di ingrandimento l’agente è riuscito a vedere che i dati anagrafici erano stati cancellati e sostituiti con quelli dell’automobilista. Ed era stata aggiunta la foto del «nuovo titolare» della patente. «In questo caso è bastata una lente», continua Competiello. «In altri provvediamo al sequestro dei documenti per effettuare una perizia». I vigili urbani si appoggiano al Polo del falso documentale della polizia locale di Rovigo, un centro per il controllo tecnico sui documenti, dal passaporto alla patente, che effettua perizie tecniche. Ma a Villafranca, nella polizia municipale, c’è anche un’operatrice specializzata in falso documentale che sta frequentando corsi appositi sia per capire a occhio nudo o con una lente eventuali imprecisioni, sia per l’utilizzo di appositi programmi. Dalle patenti si passa alle false identità. «Abbiamo fermato un cittadino romeno che si diceva nato in Moldavia, ma residente in Italia in un domicilio non coincidente. Dopo alcuni controlli abbiamo appurato che non era nuovo a presentare documenti falsi». E la casistica prosegue con i documenti contraffatti delle revisioni. «Abbiamo fermato un romeno privo di certificato di ispezione tecnica che aveva esibito documenti falsi», continua Competiello. «Sulle revisioni il caso è frequente. Anche in questo l’auto era bulgara. L’automobilista dovrebbe pertanto effettuare la revisione in Bulgaria». Un’operazione costosa e che qualcuno decide di non fare ricorrendo quindi a falsi documenti. Lo stesso vale per le intestazioni fittizie dei veicoli: «Un romeno aveva effettuato l’operazione di esportazione del veicolo radiandolo dai nostri registri esportandolo in Romania e intestandolo alla madre, che a sua volta lo ha dato a lui, qui in Italia, in comodato d’uso gratuito. Ecco allora che se l’auto è intestata a un soggetto terzo residente all’estero ogni operazione di verifica diventa complessa. Il nostro è un lavoro sempre più complesso», conclude Competiello, «perché una volta tutti i veicoli erano iscritti sul registro italiano. Ora ci sono molti veicoli stranieri che possono circolare essendo di Paesi comunitari ma che trovano molti modi per eludere le normative». •

Maria Vittoria Adami