Passa il «no» al casello di Dossobuono

Il gruppo di opposizione in Consiglio comunale
Il gruppo di opposizione in Consiglio comunale

No al casello dell’A22 a Dossobuono. È il grido lanciato giovedì sera dal consiglio comunale al completo. Ma anche il percorso per arrivare ad un documento unitario e condiviso da tutti (che ancora non c’è) non è stato semplice. Anzi. Le posizioni di maggioranza e minoranza, quando Paolo Martari (Pd) ha presentato la mozione sull’argomento, erano parecchio lontane. I capigruppo però, a metà seduta, si sono riuniti per trovare la quadra che potesse rendere più potente il messaggio da lanciare ai vertici di Autobrennero. Il risultato è stato il ritiro della mozione a firma dei consiglieri Pd, per poter redigere un nuovo documento, da portare al voto nella prossima seduta di dicembre, e dare un «mandato forte e unitario al sindaco di esprimere il volere di Villafranca». Le parti hanno però iniziato la discussione da poli diametralmente opposti. L’argomento è ritornato alla ribalta («credevamo fosse definitivamente cancellato dall’agenda», ha detto in apertura Martari) dopo il convegno di qualche giorno fa a Nogarole dove proprio Autobrennero ha illustrato il Piano economico finanziario. E, tra i diversi investimenti, è comparso il casello di Dossobuono e Vigasio. Della mozione presentata dal Pd, sono state offerte tre versioni diverse: «Una emendata, una super emendata e un’altra francescana, ridotta all’osso», ha spiegato Martari chiedendo che per il bene della frazione, già pesantemente vessata dal traffico, fosse approvata. Sugli scudi la maggioranza che non ha apprezzato la scelta derubricata da Adriano Cordioli (Insieme si può), nel documento a firma di tutta la maggioranza, «bagarre politica». In particolar modo non è stata condivisa la scelta di unire nella stessa mozione il no al casello e la realizzazione della bretellina, definita però fondamentale, di raccordo fra la tangenziale sud e la strada regionale 62. Quest’ultima utile per tagliar fuori il traffico pensate da Dossobuono. «Sarebbe un errore gravissimo unire i due aspetti», ha proseguito Cordioli. La proposta, poi accettata, è quella di attendere almeno fino al consiglio comunale di metà dicembre prossimo. Data in cui si dovrà necessariamente arrivare con un accordo preventivo. «Non c’è uno stralcio di progetto, definivo o esecutivo, che faccia riferimento al casello. Ho sempre detto di essere contrario» ha concluso il sindaco. •

N.V.